Il numero di geni coinvolti nello sviluppo dell’intelligenza continua a salire, lo dimostra una ricerca che ha identificato 40 geni completamente nuovi. Lo dimostra un gruppo di ricercatori della Vrije Univeristeit di Amsterdam, del King’s College di Londra. Tutti questi geni non influenzano però solo le capacità intellettive, ma numerosi altri processi cellulari, confermando che questa facoltà emerge da un intreccio di fattori estremamente complesso.

L’intelligenza ha una significativa componente genetica – che attualmente si stima rappresenti il 54 per cento delle capacità intellettive sviluppate – che però è diffusa su un numero alquanto elevato di geni. Molti di questi geni concorrono alla plasticità sinaptica, ossia alla capacità dei neuroni di creare nuovi contatti con neuroni vicini e/o di eliminare i contatti inutili o ridondanti.

Ma secondo i ricercatori questi geni sono coinvolti in altri processi cellulari, dalla regolazione dei processi metabolici e di sviluppo cellulare fino ai meccanismi di apoptosi, il processo che porta un cellula a “suicidarsi” quando ha subito danni troppo gravi o una mutazione potenzialmente pericolosa. Inoltre, un numero significativo di questi geni è risultato molto sensibile a fattori epigenetici, vale dire a fattori che influiscono sul livello di espressione di un gene.

Per tutte queste ragioni, di fronte alla scoperta di geni correlati allo sviluppo intellettivo non possiamo parlare di “geni dell’intelligenza”, una capacità che, anche nella sua componente genetica, si dimostra sempre più il prodotto di una complessa serie di interazioni.

Questi studi di associazione non prendono esattamente in considerazione “l’intelligenza” , come spiegano i ricercatori. Ma può essere espressa o da un indice noto come fattore di intelligenza generale, o fattore g, oppure dal successo scolastico.

La ricerca, ha inoltre confermato l’esistenza di un’associazione con altri 12 geni identificati da precedenti studi, ha individuato un numero così elevato di geni nuovi grazie alla metodologia di meta-analisi adottata (ossia di analisi e confronto fra i risultati di precedenti studi), e alle dimensioni complessive del campione di popolazione considerato: quasi 80.000 individui di origine europea ed età dall’adolescenza all’età adulta.

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