Meatonomics è un termine coniato da Robinson Simon e si riferisce all’economia degli allevamenti. Secondo la sua tesi, mangiare un semplice hamburger non ci costerebbe solo 4 dollari ma il triplo, tenendo conto dei costi ambientali e sanitari. Secondo Simon, gli americani sono indotti a mangiare carne dal mercato perché il sistema normativo e fiscale permette ai grandi allevamenti intensivi di velocizzare i ritmi di produzione e allo stesso tempo avere prezzi bassi che fanno gola al consumatore. In una recente intervista rilasciata a The Guardian, Simon sostiene che, nei prossimi decenni, il percorso della carne potrebbe ricordare molto quello del tabacco. Non è da escludere che un giorno i governi decidano di tassare la carne, in virtù dei costi che impone sull’ambiente e sul sistema sanitario, dovute a obesità, diabete e disturbi cardiaci, patologie in cui influisce anche l’eccessivo consumo di carne rossa. Un gruppo di ricercatori di Oxford ha già iniziato a lavorare su un’ipotetica climate tax, fino a stabilirne addirittura l’aliquota. Un 40 per cento sul manzo e un 20 per cento sul latte sarebbero il prezzo da pagare per compensare l’impatto della loro produzione su cambiamenti climatici.

 

 

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