Da tempo parliamo del cambiamento climatico e continuo inquinamento. Ecco uno delle tante conseguenze parliamo del Mar Caspio che sta perdendo acqua, evapora a causa delle temperature sempre più alte. Il suo livello è sceso di un metro e mezzo in circa 20 anni e continua ad abbassarsi. Parliamo del lago più grande del mondo che dell’eccessiva evaporazione e l’apporto da piogge e fiumi che è sempre più scarso. Se non cambia qualcosa tutta la sua parte settentrionale potrebbe sparire nel giro di tre quarti di secolo.

La preoccupazione maggiore degli studiosi è il trend in picchiata, un calo di quasi sette centimetri all’anno, il doppio rispetto a 40 anni fa. La cosa peggiore e che questo ritmo non sembra diminuire, anzi, dal 1995 al 2015 la curva è diventata sempre più ripida.

Secondo un team internazionale di ricercatori guidati dall’Università del Texas, autori dello studio pubblicato su Geophysical Research Letters, meta della colpa è da attribuire alle temperature, che sono cresciute in media di un grado centigrado tra i due periodi di riferimento (1979-1995 e 1995-2015). Visto che quello che emerge da altre ricerche le temperature continueranno ad alzarsi, guidate dai cambiamenti climatici in atto il lago sarà destinato a scomparire. A influire però sono anche la riduzione delle precipitazioni e il contributo dei fiumi, il più grande dei quali è il Volga.

Questa scoperta è avvenuta quasi per caso, calibrando gli strumenti dei satelliti Grace (Gravity recovery and climate experiment) della Nasa, sonde che misurano accuratamente il campo gravitazionale della Terra e che riescono a individuare e misurare la quantità di acqua presente, anche nel sottosuolo. Come una bilancia che riesce però a pesare mentre è in orbita, a quasi 500 chilometri di distanza.

Lo specchio d’acqua, di gran lunga il più grande del pianeta con una superficie pari a circa 371.000 chilometri quadrati (più della Germania), ha sperimentato molte fluttuazioni nella sua profondità media negli ultimi decenni. La più importante delle quali, appunto, si è conclusa alla fine degli anni 70.

Il Caspio è anche uno dei laghi più profondi, l’abisso arriva a oltre un chilometro nella sua parte meridionale, è salato e può essere considerato come un piccolo mare. Il rischio riguarda però soprattutto la parte settentrionale, quella meno profonda: “L’evaporazione avrà l’impatto più grande nella porzione nord del Mar Caspio, perché molta dell’acqua in quell’area è inferiore ai cinque metri di profondità”.  scrivono gli scienziati

A questo ritmo, sette centimetri all’anno, tutta quella zona si prosciugherà in circa 75 anni, come è già successo con il lago d’Aral, con un danno economico e ambientale incalcolabile.

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