PERMITTED USE: This image may be downloaded or is otherwise provided at no charge for one-time use for coverage or promotion of National Geographic magazine dated May 2014 and exclusively in conjunction thereof.  No copying, distribution or archiving permitted.  Sublicensing, sale or resale is prohibited.     REQUIRED CREDIT AND CAPTION: All image uses must bear the copyright notice and be properly credited to the relevant photographer, as shown in this metadata, and must be accompanied by a caption, which makes reference to NGM.  Any uses in which the image appears without proper copyright notice, photographer credit and a caption referencing NGM are subject to paid licensing.      Please note: you may select up to five (5) photos from the selection on the FTP for a gallery on your site. Mandatory usage requirements: 1. Include mandatory photo credit with each image: © George Steinmetz/National Geographic 2. Show the May cover of National Geographic somewhere in the post (credit: National Geographic) 3. Provide a prominent link to: natgeofood.com near the top of your piece, ahead of the photos 4. Mention that the images are from "the May issue of National Geographic magazine, kicking off an eight-month series on food" or something similar  At the Nutribras pig farm in Mato Grosso, Brazil, sows are confined to sectioned crates that allow a mother to suckle her piglets without acci­dentally crushing them. Hog farms can be big polluters—the average 200-­pound pig produces 13 pounds of manure a day—but Nutribras recycles waste as fertilizer and methane power.

PETIZIONE: Chiudiamo gli allevamenti intensivi!

Chiediamo quanto prima la chiusura degli allevamenti intensivi presenti in Italia e di non importare carni e derivati da questo tipo di allevamento a favore di realtà più piccole e più rispettose del benessere animale insieme ad una promozione di diete a base vegetale che incoraggino il consumo di cibi vegetali e scoraggino l’eccessivo consumo di carne e derivati.

Esistono gli allevamenti intensivi perché vi è una domanda sempre più alta di cibi animali e questo non è più sostenibile da parte dell’ambiente e dall’uomo.

Moltissime e sempre più frequenti sono le malattie del benessere legate ad un’alimentazione ricca di carne e derivati e povera di frutta e verdura lontana anni luce dalla vera dieta mediterranea e cioè una dieta a base vegetale con un utilizzo sporadico di carne e derivati, tutto questo a discapito degli animali e del sistema sanitario sempre più provato dall’alto costo delle cure che paghiamo tutti noi contribuenti per diabete,obesità e malattie cardiovascolari, prevenibili il più delle volte attuando uno stile di vita sano e seguendo una dieta a base vegetale.

Antibiotico resistenza e allevamenti: minaccia per la salute pubblica. Possono i batteri degli animali se resistenti trasferirsi a noi? La risposta è sì, possono. Il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo finisce negli allevamenti intensivi. In quelli avicoli, per esempio, analisi commissionate dall’Unione Europea hanno trovato elevate percentuali di batteri resistenti.

Batteri che ritroviamo nel piatto perché le linee di macellazione non proteggono integralmente dalla contaminazione. Animali portati al limite delle proprie possibilità in nome della produzione e del guadagno: per farlo è necessario usare grandi quantitativi di antibiotici.

Le altissime densità a cui gli animali sono ammassati nei capannoni, le cattive condizioni ambientali e la selezione genetica, una violenza alla natura che crea animali destinati a soffrire fin dalla nascita, rendono necessario l’uso sistematico di antibiotici negli allevamenti intensivi.

Diciamo basta a tutto questo.

Firma la petizione!