Stiamo parlando di un ampio ventaglio di crimini ambientali, come disboscamenti illegali, l’uccisione di massa di molte specie di uccelli, che minacciano le ultime foreste vergini d’Europa e la fauna che le abita. Un’allarme sulla biodiversità arriva da uno studio condotto dal Programma ambente delle Nazioni Unite (Unep) insieme al Wwf e al centro di ricerca Eurac di Bolzano.

Gli esperti hanno preso in esame la regione del bacino del Danubio e dei monti Carpazi, un’ampia area dell’Europa centrale e orientale che va da Austria e Germania a Ucraina e Romania, interessando 15 nazioni.

Uno dei problemi maggiori, evidente anche nelle immagini satellitari, è il disboscamento illegale per il commercio di legna, una piaga molto sentita in Romania e che sta mettendo a rischio le foreste protette dall’Unesco. Sono anche le foreste dei Carpazi sono casa per le più grandi popolazioni europee di orso, volpe e lince, che nonostante le protezioni internazionali sono spesso vittime del bracconaggio.

In termini numerici, le prime vittime di catture e uccisioni illegali sono gli uccelli selvatici: si stima che ogni anno nel Mediterraneo siano uccisi o catturati tra gli 11 e i 36 milioni di uccelli. Nella sola Serbia la cifra si aggira tra i 104mila e i 163mila.

Nel bacino del Danubio a passarsela male sono invece gli storioni. Il caviale raccolto illegalmente arriva a 6mila euro al chilo sul mercato nero, dando vita a un commercio che in Ue vale almeno 22 milioni di euro all’anno. Come risultato, una specie di storione del Danubio si è estinta e altre quattro sono gravemente a rischio.

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