Il fiume Farfa, che attraversa la suggestiva Sabina reatina per poi sfociare nel Tevere in provincia di Roma, sta morendo e con esso rischiano di essere definitivamente compromessi gli habitat e le specie protette che caratterizzano il SIC del corso medio-alto. Le sue acque purissime di elevato valore ambientale e richiamo turistico per le attività della zona hanno raggiunto quest’estate il minimo storico di portata (200 litri al secondo) e, se non s’interverrà restituendo al fiume almeno il suo deflusso minimo vitale la situazione è destinata a peggiorare. Attraverso una petizione, lanciata su Change.org, si chiede alla Regione Lazio di interrompere da subito tutte le derivazioni di acqua non autorizzate che sono utilizzate per scopi differenti da quello idropotabile; che venga da subito garantita, su tutto l’alveo del fiume Farfa a valle delle sorgenti Le Capore ed in ogni periodo dell’anno, almeno la portata di 1.600 litri al secondo quale Deflusso Minimo Vitale e che qualsiasi atto di rinnovo o di nuova concessione di grande derivazione dalle sorgenti Peschiera e Le Capore sia rilasciato solo dopo aver espletato l’obbligatorio procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. La petizione è promossa dal Gruppo “FarfaSorGente”, composto da associazioni, imprese e singoli cittadini che stanno lavorando nell’ambito del “Contratto di Fiume della media valle del Tevere-Farfa” e alla costruzione di un percorso condiviso verso uno specifico “Contratto di fiume Farfa/Le Capore”.

Ecco il link della petizione: https://www.change.org/p/regione-lazio-salviamo-il-fiume-farfa-5f71da47-f2c6-4454-8363-f1e10dd816f3

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