Si stima che quasi 2 milioni tra bambini e ragazzi di 10-24 anni siano colpiti ogni anno dalla tubercolosi anche se la fascia d’età più a rischio sia quella tra 20 e 24 anni.

La tubercolosi è un fardello oneroso per giovani e giovanissimi, specie nel Sud del mondo, le cifre riferite in un lavoro pubblicato sull’European Respiratory Journal, ci fornisce le prime stime globali sulla malattia relativamente ai giovani. Solo in Italia, le stime evidenziano che nel 2016 sono stati trattati per tubercolosi 680 pazienti di 15-24 anni.

Condotta da Kathryn Snow della Università di Melbourne in Australia, la ricerca è stata eseguita su diversi set di dati (periodo di riferimento il 2012) suddividendo l’età giovanile, qui considerata per la prima volta in modo così approfondito, in tre fasce: 10-14 anni, 15 -19 e 20-24 anni.

“Nel lavoro non abbiamo eseguito stime per singolo paese ma solo per area geografica, se guardiamo agli ultimi dati disponibili dell’Organizzazione Mondiale della sanità, dati non usati nel nostro studio si vede che in Italia nel 2016 sono stati trattati per tubercolosi 680 pazienti di 15-24 anni”  ha spiegato Snow all’ANSA.

“Pensiamo che il rischio di tubercolosi aumenti nell’adolescenza per un mix di fattori biologici e sociali. Al contrario dei bimbi di 0-4 anni, i giovani spesso sviluppano forme infettive della malattia e frequentemente hanno un più ampio range di contatti sociali al di fuori del proprio contesto familiare. Di conseguenza, oltre a soffrire di più di tubercolosi, adolescenti e giovani adulti contribuiscono al continuo contagio” ha spiegato Snow.

Dalla ricerca è emerso che in un anno 1,05 milioni di giovani tra i 20 e i 24 anni, 535.000 di quelli tra 15 e 19 anni, 192.000 giovanissimi di 10-14 anni si sono ammalati di tubercolosi attiva (caratterizzata da tosse persistente, febbre e perdita di peso), per un totale di 1,8 milioni di nuovi casi in un anno.

“Per l’Europa si stimano 5000 casi l’anno tra 10 e 14 anni, 14 mila tra 15 e 19 anni, 27 mila tra 20 e 24, 46 mila casi complessivi” spiega Snow.

Il maggior numero di nuovi casi si stima riguardi il Sud dell’Asia e l’Africa Sub-sahariana, rispettivamente con 721.000 e 534.000 giovani di 10-24 anni che si sono ammalati.

E le stime complessive potrebbero essere al ribasso: a livello globale si potrebbe arrivare più realisticamente a 3 milioni di nuovi casi l’anno, sottolinea Snow. Per questo, avverte, bisogna realizzare programmi di prevenzione ad hoc pensati per i più giovani per frenare i contagi nella fascia di età considerata in questa ricerca, un periodo della vita critico in cui la malattia può ostacolare il buon andamento degli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro.

“Sebbene l’incidenza (i nuovi casi ogni anno) della tubercolosi stia diminuendo a livello globale tale evoluzione avviene ancora lentamente, e davvero molto resta da fare per controllare la malattia” ha spiegato Snow.

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