La dermatite atopica, la più comune malattia infiammatoria della pelle, in più della metà dei casi, esordisce durante l’infanzia e va trattata tempestivamente perché può portare allergie e asma. In genere colpisce il 15-20% dei bambini, provoca prurito a volte così intenso da impedire di studiare, di dormire, di concentrarsi. Nei piccoli andrebbe trattata subito, in modo da evitare il successivo esordio di allergie e asma. Ma la novità è che anche molti adulti ne soffrono: una recente indagine internazionale che ha coinvolto anche l’Italia ha infatti evidenziato, nel nostro paese, un’incidenza di dermatite atopica fino all’8 per cento dai 18 anni in su.E’ quanto è emerso da uno studio pubblicato di recente dalla rivista Allergy condotto da uno staff internazionale di specialisti e la ricerca è stata effettuata su un campione di 100mila persone adulte residenti in Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Giappone. Il risultato è sorprendente, perché l’Italia è il paese dove si registra la maggior incidenza di dermatite atopica negli adulti: l’8,1% degli intervistati ha infatti ammesso di soffrirne. Sono in aumento, in generale, i tumori della pelle, in particolare il melanoma. In questo ambito appare sempre più evidente l’importanza della diagnosi precoce per identificarne la fase inziale di crescita, per limitare la possibilità di dare origine a metastasi. “Nel 2017 in Italia sono stati circa 14.000 i nuovi casi di melanoma della cute, 7.300 tra gli uomini e 6.700 tra le donne – ha spiegato il presidente di Sidemast, Piergiacomo Calzavara Pinton – se si considerano le fasce di età, il melanoma rappresenta il 9% dei tumori giovanili negli uomini, il 3% e il 2% nelle fasce di età tra i 50-69 e i 70 anni, nelle donne rappresenta il 7% dei tumori giovanili. Un altro tema importante è quello della prevenzione in ambito dermatologico delle patologie della cute dell’anziano: la diagnosi precoce di carcinomi baso e squamocellulari appare oggi di estrema attualità”. Sempre più importante, dunque, diventa educare i cittadini alla prevenzione dai danni del sole. “Oggi molte persone non sono informate e fanno più danni che altro. La fotoprotezione locale e orale è spesso fatta in maniera sbagliata, bisogna conoscere le giuste regole per esporsi al sole. Presto avremo le nuove linee guida proprio in questo ambito”.

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