Sulla discarica Piacentini è scesa di nuovo la nebbia, dopo le denunce e gli esposti, le interrogazioni nel parlamento europeo, da parte di Eleonora Evi, di Danilo Toninelli, alla Camera dei deputati, in consiglio regionale e insomma ovunque ci fosse confronto politico e amministrativo fra 2013 e 2015, a partire dal consiglio comunale di Sergnano, dove Enrico Duranti, che ha riaperto il caso, non si ricandiderà più. Ci si era messa pure la maggioranza di Sergnano, con una propria mozione, e persino il sindaco Gianluigi Bernardi, quando sembrava che la bonifica del mucchio di rifiuti privato non fosse più un’utopia. Invece nulla si è mosso, e le piogge degli ultimi mesi potrebbero aver di nuovo peggiorato la situazione. Il sito si estende fra 20mila e 30mila metri quadrati, in riva al Serio, con un rischio idrogeologico evidente, e la possibilità che i rifiuti invadano i campi e scendano lungo il fiume. La collina è alta fra i 10 e i 15 metri, nel mucchio ci sono anche sostanze tossiche e nocive, dato che si tratta di immondizie stipate prima della norma del 1983, negli anni Sessanta, quando le politiche ambientali erano ancora lontane. Tutte le proposte sono state bocciate, anche quella di compiere analisi chimiche a spese del Comune, mentre nelle mappe del rischio idrogeologico la discarica non esiste. E’ un fantasma, cui neppure il piano provinciale dei rifiuti dà un rimedio. Al Pirellone, il Movimento 5 Stelle ha depositato una nuova interrogazione per iniziativa di Marco Degli Angeli, che ricorda che l’area è ancora a rischio contaminazione. Difficile riferirsi a documenti ufficiali, che non si trovano. Il sito risultava a rischio di procedura d’infrazione europea nel 2003, ma nel 2014 è scomparso di nuovo dalle carte, benché nulla sia stato fatto. Degli Angeli chiede ora alla Regione se sono stati eseguiti controlli e quindi che sia la Regione a intervenire presso il Comune per far compiere le analisi, mettere in sicurezza l’area e impedire che infiltrazioni inquinanti raggiungano la falda acquifera.

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