In Lombardia c’è il tasso di ospedalizzazioni di bambini più alto d’Italia. E’ il dato diffuso dal Ministero della salute e che non ha nulla a che fare con l’eccellenza sanitaria di questa regione ma piuttosto con un problema di organizzazione: la maggior parte di questi under 18 finiscono in ospedale per malattie facilmente controllabili dal pediatra. Si tratta quindi del segnale di una carenza del sistema assistenziale e di ospedali che fanno ricorso al ricovero anche se non è strettamente necessario per avere rimborsi più alti dal servizio sanitario nazionale. In Lombardia i minori che finiscono nei nosocomi sono 307 ogni 100 mila, contro i 38 della Toscana (8 volte in più), i 48 del Piemonte (6 volte in più), gli 84 del Veneto (4 volte in più) e i 129 dell’Emilia Romagna (oltre il doppio). I numeri arrivano dal ministero della Salute guidato da Giulia Grillo (M5s) che ha appena pubblicato il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ossia dei 21 indicatori che misurano a livello nazionale la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie più importanti. L’anno di riferimento è il 2017. Nella classifica generale la Lombardia è al quarto posto, preceduta da Piemonte, Emilia Romagna e Veneto a pari merito e Toscana. È una questione da non sottovalutare che getta in ombra il sistema organizzativo lombardo senza per nulla intaccare l’eccellenza sanitaria che resta a livelli sempre molto alti. Per il ministero della Salute lo scostamento rispetto al resto d’Italia è importante, anche se in miglioramento: nel 2016 venivano ricoverati 309 minori ogni 100 mila e nel 2015 ancora di più: 343. L’assessore alla Sanità Giulio Gallera spiega: «Il problema dei ricoveri pediatrici sarà uno dei temi più importanti del 2019. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare per ridurre il numero di ricoveri pediatrici inutili che vengono eseguiti, migliorando sempre di più le rete di assistenza materno-infantile. Ciò vuol dire rapportare il numero di posti letto nelle varie pediatrie alle reali esigenze, riorganizzando la rete per livelli di complessità delle patologie, rafforzando l’azione dei pediatri di libera scelta e la presenza di pediatri nel Pronto soccorso per valutare il bisogno dei bambini e indirizzarli verso il luogo di cura più idoneo».

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