Speciale Medicina Amica: paralisi cerebrale infantile

La paralisi cerebrale infantile è la principale causa di disabilità neuromotoria in età pediatrica. La forma unilaterale (o emiparesi congenita) è quella più frequente e nella maggioranza dei casi è l’esito di un’ischemia cerebrale in epoca prenatale o alla nascita. La gravità del disturbo dipende dall’estensione del danno cerebrale e dai meccanismi con cui il cervello si adatta alla lesione. Il prezzo da pagare per il recupero dell’utilizzo dell’arto affetto è un peggior controllo del movimento, dovuto ad una riorganizzazione non fisiologica delle vie motorie.

Diversi programmi di abilitazione motoria precoce e intensiva si sono dimostrati efficaci nel migliorare il controllo motorio, favorendo uno sviluppo più simile a quello fisiologico. Ma tutti richiedono molte ore di trattamento. Per potenziare l’effetto della riabilitazione motoria e accorciarne i tempi è utile utilizzare la neurostimolazione periferica non invasiva chiamata Automated Mechanical Peripheral Stimulation (brevemente “AMPS“) erogata dal dispositivo medico GONDOLA®.

E’ questo l’argomento dello ‘Speciale Medicina Amica’ in studio con la conduttrice, giornalista Micol Baronio abbiamo il Dottor Stefano Tassin, ricercatore e fisioterapista ed ideatore della neurostimolazione periferica non invasiva chiamata Automated Mechanical Peripheral Stimulation (brevemente “AMPS“) erogata dal dispositivo medico GONDOLA®, in grado di migliorare la gestione quotidiana dei pazienti, in quanto è in grado di ridurre i disturbi di movimento, il problema del freezing della marcia e migliorare l’equilibrio.

Un problema sociale come quello della paralisi cerebrale infantile – una delle più frequenti malattie neurologiche dell’infanzia – richiede misure atte ad accrescere la conoscenza medica sulla patologia, la garanzia di un’assistenza e di un risarcimento adeguati ai bambini che hanno sviluppato disabilità alla nascita, e al tempo stesso la riduzione della conflittualità e dei costi sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale per risarcire le famiglie colpite: lo hanno sottolineato gli ostetrici, i ginecologi e i neonatologi, riuniti a Milano per un incontro sulla paralisi cerebrale infantile

In Italia, circa un neonato ogni 4.000 nati vivi a termine di gravidanza è colpito da paralisi cerebrale infantile, una delle più frequenti malattie neurologiche dell’infanzia, che determina una perdita parziale o totale delle capacità motorie e disturbi delle capacità intellettive. Una delle insidie imprevedibili del parto, che toglie ai bambini la promessa di una vita spensierata e colpisce i genitori sul piano emotivo, ma anche economico, per via del peso delle cure, necessarie per tutta la vita.

La nascita, infatti, “lieto evento” per eccellenza, non è esente da rischi la cui origine, come nel caso di questa patologia, è ancora in gran parte sconosciuta alla comunità scientifica e, pertanto, non attribuibile alla responsabilità dei professionisti che assistono il parto.

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