Ambiente: 8 buone pratiche italiane per la sostenibilità

Otto buone pratiche per diffondere la sostenibilità: dai mercati Campagna amica di Coldiretti, alla app che permette di adottare un albero da frutto, per avere cibo sostenibile a chilometro 0, fino all’azienda che trasforma gli scarti delle mele in carta e pelle. Le best practices italiane, da nord a sud, sono state raccontate dai loro promotori nel corso di Food Economy Summit, promosso da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli nell’ambito di Milano Food City.

Sono 1183 i mercati degli agricoltori promossi da Campagna Amica di Coldiretti in tutta Italia e che hanno dato un nuovo significato al concetto di filiera.

“Questi mercati sono il luogo del cibo giusto – ha detto Giovanni Manfroni, di Campagna amica Coldiretti -: per i cittadini, che sono educati alla spesa consapevole e a non sprecare, e per gli agricoltori che vendono a un prezzo che valorizza il loro lavoro”.

La startup Biorfarm è nata nel 2016 per “salvare i piccoli produttori ma anche i consumatori”, come ha spiegato uno dei promotori. É una piattaforma web e mobile che mette in contatto produttori locali bio e consumatori, attraverso il metodo dell’adozione di un albero da frutta.

Chi adotta può tenere monitorata la salute delle piante e quando la frutta sarà giunta a maturazione l’agricoltore la spedirà entro 24-48 ore dalla raccolta. Dagli scarti delle mele utilizzate per produrre succo nascono invece carta e pelle sostenibili. Così l’azienda di Bolzano, Frumat, realizza agende, scarpe, vestiti e la loro collezione di moda è stata anche premiata ai Green carpet fashion award di Milano.

Il cibo infine diventa veicolo di condivisione e di scambio tra culture con il format ‘Indovina chi viene a cena?’, che a Verona porta le persone a cena a casa di sconosciuti, famiglie, italiane e straniere, studenti universitari, per condividere cibo e cultura.

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