I pazienti, tra adulti e bambini, con tumori del sangue che potrebbero usufruire ogni anno della Car-T Therapy, la terapia che si sta dimostrando in grado di combattere leucemia linfoblastica e linfomi inguaribili in chi non ha risposto positivamente alle cure convenzionali, in Italia sono quasi 1000. Per Paolo Corradini, ematologo presidente della Società Italiana di Ematologia e direttore di Ematologia all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, la cura con le cellule Car-T è una terapia “rivoluzionaria che utilizza un farmaco vivente, cioè le cellule del paziente modificate per riconoscere tipi di tumori e in grado di distruggerli”, ha spiegato al termine del “First Italian workshop on Car-T Cell”, che si è tenuto a Milano, a cui hanno partecipato le tante società scientifiche del settore. Si tratta di un cambio di paradigma perché questa terapia ha l’intento di guarire una malattia inguaribile: in alcuni settori, vede pazienti in remissione completa dopo 5 anni, ha aggiunto Corradini. Dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) e dopo le sperimentazioni come quella al Bambin Gesù di Roma e all’Istituto Nazionale dei Tumori, in Italia si attende l’approvazione dell’utilizzo di cellule Car-T da parte dell’Aifa che, secondo Corradini, potrebbe arrivare tra la fine di questo anno e l’inizio del prossimo. Siamo abbastanza avanti, nonostante si sia partiti più lenti di altri paesi, ora Aifa sta portando avanti la discussione della rimborsabilità: speriamo di poter iniziare a trattare pazienti entro la fine dell’anno.

 

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