Verificare la qualità dei percorsi per il trattamento e la riabilitazione di persone con disturbi mentali, approfondire le eventuali criticità nei servizi territoriali ed elaborare proposte per il loro superamento. Questi i principali obiettivi del tavolo tecnico per la Salute mentale che si insedia oggi presso il ministero della Salute.

“Speriamo di vederci già a settembre con qualche proposta concreta, da poter poi realizzare nel più breve tempo possibile”, ha commentato il ministro Giulia Grillo, intervenendo alla presentazione del Rapporto Salute Mentale 2017.

Al tavolo prenderanno parte, oltre a rappresentanti del ministero della Salute, rappresentanti delle Regioni, così come dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dell’agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), esponenti delle principali società scientifiche in materia e associazioni di pazienti e familiari.

“Con l’istituzione del tavolo il ministro mette la salute mentale al centro dell’azione politica”, ha sottolineato in conferenza stampa Claudio D’Amario, direttore del Dipartimento di programmazione sanitaria del Ministero. Tante le questioni da affrontare, a distanza di 40 dalla Legge Basaglia, che ha aperto i manicomi.

“C’è bisogno – ha precisato D’Amario – di riaggiornarne l’impianto alla luce della mutata epidemiologia e di affrontare il nodo del finanziamento per salute mentale, che ha ancora troppe disparità tra una regione e l’altra. C’è bisogno di programmazione per strutturare un percorso di reinserimento sociale delle persone e ridurre lo spezzettamento dell’assistenza”.

E, ancora, “di migliorare la formazione di operatori, famiglie e medici di medicina generale”.

Senza dimenticare l’importanza di sensibilizzare a una diagnosi precoce, che, ha concluso D’Amario, “in salute mentale è più potente di qualsiasi farmaco, per evitare che i disturbi diventino cronici”.

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