Le risorse naturali che l’umanità ha a disposizione per quest’anno, il 2019 – frutta e verdura, carne e pesce, acqua, legna, cotone – si si esauriscono oggi, 29 luglio. Un mese prima rispetto allo scorso anno cade oggi l’Oveshoot day. Da qui alla fine dell’anno si consumerà più di quello che i sistemi naturali sono in grado di rigenerare, e si emetterà più CO2 di quanta gli oceani e le foreste ne possano assorbire. A calcolare la data della giornata, che ogni anno ricorre prima poiché aumentano i consumi mondiali, è il Global Footprint Network, un’organizzazione internazionale di ricerca, secondo cui per soddisfare la domanda di risorse naturali occorrerebbero 1,7 Terre. Il genere umano ha iniziato ad essere in debito negli anni Settanta. Ma nel mondo non tutti attingono alle risorse disponibili nella stessa misura, e spesso si sfruttano le ricchezze altrui. Se l’intera popolazione globale vivesse come gli statunitensi, servirebbero 5 Terre per soddisfarne i bisogni; se tutti vivessero come noi, servirebbero 2,6 Pianeti per alimentarsi. Secondo il Global Footprint Network, l’Italia ha raggiunto il suo Overshoot Day 2019 già il 15 maggio. Per soddisfare i consumi degli italiani, servono le risorse di 4,7 paesi come l’Italia. L’86% degli abitanti del mondo vive in un Paese che è in debito ecologico. I costi di questo crescente sbilanciamento ecologico sono sempre più evidenti e tangibili: deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e un accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera che alimenta il cambiamento climatico. L’insostenibilità deriva dal fatto che non esiste un limite alla crescita dell’economia, della produzione, dei consumi e della popolazione, mentre la Terra è una risorsa finita. La soluzione è allora quella di porre dei limiti, per far sì che la data dell’Earth Overshoot Day si sposti sempre più avanti fino a tornare al 31 dicembre. Secondo il Global Footprint Network i campi d’azione sono quattro: città, energia, cibo e popolazione. Se dimezzassimo il tempo passato al volante e sostituissimo un terzo degli spostamenti in auto con i mezzi pubblici, guadagneremmo 12 giorni. Decarbonizzare l’economia tagliando della metà le emissioni del settore energetico regalerebbe 93 giorni, mentre dimezzare lo spreco di cibo e adottare una dieta più sostenibile darebbe altri 38 giorni. Ultimo punto è il controllo della crescita demografica. Occorre far rallentare l’aumento della popolazione mondiale, che dal 1970 ad oggi è raddoppiata.

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