Il cancro alla mammella colpisce quasi 62mila donne l’anno ed è il più diffuso, vale a dire rappresenta il 29% sul totale dei tumori femminili. La  mammografia – che rientra comunque nel campo della diagnosi precoce e non della prevenzione – è un esame diagnostico tanto diffuso, ma anche  altamente  rischioso per l’esposizione a radiazioni e per lo schiacciamento della mammella. Ora, un’inchiesta effettuata dal corriere della sera mette in evidenza che a questa pericolosità si aggiunge il rischio per la salute delle persone di sottoporsi a questo esame a causa della presenza, in molti ospedali italiani, di mammografi obsolescenti ovvero che hanno più di dieci anni. L’articolo pubblica anche una black list dei nosocomi dove il rischio di un re-intervento, che sia conservativo o demolitivo, è più alto. In cima alla classifica dei nosocomi lombardi troviamo l’ospedale Salvini di Garbagnate nel milanese e ben due ospedali bresciani l’istituto clinico Città di Brescia e l’ospedale della Valcamonica. Una notizia che ha destato molta preoccupazione anche a Cremona dove sono giunte numerose richieste di informazioni da parte dei cittadini per capire che tipo di mammografi vengono utilizzati, se vecchi o di nuova generazione.

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