Cibo elettronico che monitora la salute, ricerche italiane finanziate

Cibo elettronico che monitora la salute, flussi di gas nella Via Lattea, fasci di luce che catturano i segnali nelle cellule per studiare il diabete: sono alcuni dei temi delle ricerche proposte dagli italiani che hanno vinto l’ultima competizione del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc).

I ricercatori italiani sono in tutto 23, ma solo sette realizzeranno il loro progetto nel nostro Paese e sono: Mario Caironi dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) a Milano, Francesco Cardarelli, Scuola Normale Superiore di Pisa, Francesco Benini della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, Gabriele Ponti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Maria Clelia Righi dell’università di Modena e Reggio Emilia, Francesco Topputo del Politecnico di Milano, Olga Tribulato dell’universita Ca’ Foscari di Venezia. Con questo supporto, i beneficiari possono formare i loro gruppi di ricerca e consolidare la loro attività scientifica. Grazie al progetto “Electronic Food” (Elfo), per esempio, Caironi riceverà circa 2 milioni di euro per 5 anni che gli permetteranno di assumere 7 ricercatori.

Il progetto prevede di studiare le proprietà elettroniche degli alimenti, per poi unirli a materiali commestibili e di sviluppare processi per fabbricare circuiti commestibili 20 volte più sottili di una pellicola per alimenti. L’obiettivo è sviluppare una pillola elettronica, in grado di rilasciare farmaci nell’intestino e una etichetta commestibile, utilizzabile direttamente all’interno o sui cibi, per evitarne la contraffazione.

Cardarelli, invece, sperimenterà fasci di luce per catturare i segnali nelle cellule per studiare il diabete. I fasci di luce verranno lanciati in orbita attorno ai granuli di insulina, che regolano i livelli di glucosio nel sangue, per studiarli con una precisione mai raggiunta prima.

“Apriremo una nuova frontiera della biofisica molecolare – rileva Cardarelli – portando le tecniche di analisi più sofisticate in orbita attorno a microscopici pianeti dentro le nostre cellule, per rendere visibile ciò che finora è sfuggito a ogni tentativo di indagine”.

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