Può capitare di trovare un animale selvatico ferito o un cucciolo in difficoltà, essere spinti dal desiderio di aiutarlo ma brancolare nel buio non sapendo a chi rivolgersi. L’ennesimo esempio di mancanza di strutture che si occupano di fauna selvatica ci viene raccontato da Mario Caffi, ornitologo della bassa bresciana che, qualche giorno fa, ha recuperato un pullo di poiana caduto dal nido che necessitava di aiuto. La ricerca di un Cras aperto, in Lombardia e nella vicina Emilia-Romagna, è stata davvero ardua. Il Centro di Recupero di riferimento per la provincia di Brescia è a Paspardo, a quasi due ore di distanza, nella vicina Cremona, la struttura di Calvatone è stata chiusa ed è abbandonata. Cascina Stella, a Castelleone, di competenza dell’amministrazione provinciale, da circa due anni rischia la chiusura definitiva per mancanza di fondi e personale. In Emilia, il Centro di Recupero Piacenza Wildlife si trova a Rivergaro e non è facilmente raggiungibile se non percorrendo chilometri e chilometri che non tutti i cittadini sono disposti a fare. Molto spesso, la fauna selvatica necessita di competenze che non sono proprie di tutti i veterinari. E a farne le spese, come sempre, sono i poveri, sfortunati animali, dimenticati dai palazzi del potere.

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