Le imprese franco-italiane unite nel segno della sostenibilità

Una crescita sostenibile, che trovi soluzioni alle grandi questioni sociali e ambientali del nostro tempo, non può prescindere dalle imprese. Anzi, in esse vede un attore chiave per l’innovazione e lo sviluppo, ancor più in questa fase, in cui l’emergenza sanitaria acuisce divari e disuguaglianze. Proprio partendo da questo principio all’interno della Camera di commercio francese in Italia è nato un club, il Club della Csr che già nel suo manifesto dichiara la volontà di operare insieme per “generare impatto e valore” nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Denis Delespaul, presidente dell’ente camerale francese in Italia:

“Il mondo – dice – sta cambiando profondamente e come camera di commercio francese in Italia siamo convinti che le aziende devono fare politica, non la politica classica, ma quella pragmatica, concreta vale a dire essere attori in un modo etico e questo è l’obiettivo sul quale è nato questo progetto di corporate social responsability in Italia”.

“Una delle grandi frontiere che ci piacciono molto della sostenibilità accentuato dal post Covid è che questo è un terreno per coalizioni come le chiamiamo noi perché: la soluzione può essere soprattutto di tante entità che si mettono assieme perché le tematiche sono diverse e ognuno può contribuire con un know how diverso”.

Il primo segno concreto di questa iniziativa è proprio il manifesto della sostenibilità, un documento che si fonda su quattro punti: supporto volontaristico alle associazioni presenti sul territorio, soluzioni tecnologiche per l’accesso a servizi e formazione delle persone più disagiate, iniziative per la crescita personale e il contrasto delle disuguaglianze e, infine, sviluppo di una strategia aziendale che contempli i temi ambientali e sociali. Tutti ambiti che il Club Csr ha elaborato partendo dalla definizione dei propri obiettivi:

“Gli obiettivi di questo club sono tre: il primo di condividere le best practice – afferma Delespaul – il secondo elemento è di condividere, di fare un’azione comune perché insieme siamo più forti, possiamo concentrarci su qualcosa e poi il terzo è che questa forza economica d’immagine sotto il cappello della camera di commercio ha la possibilità di creare eventi che possono colpire”.

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