Nuovi scenari nella lotta alla malattia di Alzheimer: La Food and Drug Administration (FDA) USA ha approvato un farmaco messo a punto dall’Azienda Farmaceutica Biogen che si rivolge in modo specifico al processo degenerativo della malattia e non si limita soltanto ad “aggredire” i sintomi della demenza.
Dopo decenni di ricerca scientifica, questo è il primo trattamento che sembra essere in grado di rallentare il declino cognitivo: un importante passo avanti che conferma l’importanza della ricerca, come sottolinea Airalzh Onlus (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) dal 2014 – anno della sua fondazione – promuove a livello nazionale la ricerca medico-scientifica sulla malattia di Alzheimer ed altre forme di demenza, in particolare quella rivolta alla diagnosi precoce.

Spiega Alessandro Padovani, socio fondator di Airalzh oltre che Direttore della Clinica di Neurologia presso gli Spedali Civili di Brescia:

“Non c’è dubbio che i risultati che diversi trial clinic stanno ottenendo e che hanno convinto alcune agenzie ad autorizzare l’approvazione per questi farmaci in grado di contrastare in parte la malattia di Alzheimer, chiedono ad alta voce non solo diagnosi precise, diagnosi corrette ma soprattutto diagnosi precoci. Abbiamo bisogno veramente di aumentare gli investimenti di credere nella possibilità di curare questa malattia e c’è evidentemente un nesso tra la cura della malattia e la identificazione della malattia nelle fasi precoci, ai primi segnali. Occorre che tutta la medicina – dalla medicina di base alla medicina specialistica – sia impegnata in questo. Ma non basta: occorrono investimenti per la ricerca che sono fondamentale se vogliamo davvero trovare una terapia per la malattia di Alzheimer”.

Ecco perché AIRALZH ogni anno assegna a giovani ricercatori il premio AGyr “Airalzh Grants for Young Researchers : fondi che permettono di sviluppare e potenziare carriere indipendenti. A distanza di soli sei mesi dall’assegnazione del Grant, uno dei progetti – quello del Dr. Alberto Benussi presso “Spedali Civili” di Brescia – sta già ottenendo risultati concreti con uno studio multicentrico su un test non invasivo di Stimolazione Magnetica Transcranica.
Ma l’approccio alla malattia di Alzheimer deve essere multidimensionale e multidisciplinare: numerose evidenze infatti indicano l’importanza di stili di vita e abitudini salutari che possono ritardare la comparsa di sintomi o ridurre il rischio di insorgenza anche di altre malattie croniche. È questa la tematica su cui verteranno i prossimi progetti del Bando “AGYR 2021”, pubblicato a fine maggio con un budget di 300.000 euro.
“Occorre investire nella ricerca che promuove una diagnosi precoce. Senza diagnosi precoce non avremo terapia, senza terapie non avremo cure per la malattia di Alzheimer”.

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