La cannabis è la pianta del male o ha ottime proprietà?

Da decenni la canapa viene combattuta e ostacolata, ma questa pianta potrebbe fare davvero la differenza per il nostro Paese: oltre ad avere ottime qualità per migliorare la fertilità dei terreni ed essere coltivata senza l’utilizzo di composti chimici, oltre ad avere un ottimo potenziale per migliorare la nostra economia, può fare la differenza per i malati: ad oggi gli studi a riguardo sono pochi ma sul mercato sono presenti 5 farmaci a base di cannabis – ognuno contenente una percentuale differente delle diverse molecole attive – utilizzati principalmente per il controllo di nausea, vomito, appetito nei pazienti sottoposti a chemioterapia.

Accanto a questo utilizzo, ben documentato dalla letteratura scientifica, si affiancano alcuni studi sui vantaggi dell’utilizzo della cannabis nel controllo del dolore cronico.

A queste indicazioni si aggiunge il controllo degli spasmi muscolari nelle persone affette da sclerosi multipla. E sono decine le testimonianze a riguardo: eppure, questi malati ogni giorno rischiano di non poter usufruire di queste proprietà naturali, dovendo acquistare dall’Olanda, come fossero narcotrafficanti, i medicinali.

In Italia saremmo in grado di produrcela, tanto da garantirla ai malati e a tante altre persone che possono trarne grandi benefici. Ma questo referendum cosa ci porterà? Verrà davvero legalizzata? E le pene saranno meno dure?

Lo scopriremo durante questa puntata di Medicina e Ricerca insieme al dottor Lorenzo Calvi, anestesista, rianimatore, esperto di medicina del dolore e alla giornalista Natalie Baronio.

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