Oggi 20 gennaio è il “Penguin Awareness Day”: la nave Arctic Sunrise di Greenpeace è arrivata nella Penisola Antartica per condurre una ricerca scientifica su varie colonie di pinguini, molte delle quali mai studiate fino ad ora. A bordo della spedizione è presente un team di scienziati della Stony Brook University che studierà gli impatti della crisi climatica in corso in Antartide su questa importante specie sentinella. I pinguini sono tra gli animali più iconici del nostro pianeta, ma anche tra le specie più vulnerabili agli effetti del riscaldamento globale e al declino degli ecosistemi marini. per questo gli scienziati hanno deciso di tornare  in Antartide per studiare le conseguenze dell’emergenza climatica e della pesca industriale sulle popolazioni di pinguini nella Penisola Antartica e nel Mare di Weddell. Gli oceani hanno bisogno di protezione, ma i governi non agiscono abbastanza in fretta. Sono già passati dieci anni dalla promessa di istituire una vasta rete di santuari oceanici antartici, ma la Commissione per l’Oceano Antartico continua a rimandare l’accordo finale. Il prossimo marzo i leader mondiali si incontreranno all’ONU per concordare un nuovo Accordo globale sull’oceano: per questo Greenpeace chiede  all’Italia e ai governi di tutto il mondo di istituire una rete di santuari marini in Antartide e di concordare un trattato globale in grado di fermare l’espansione delle attività dannose per la vita negli oceani, un passo importante per estendere le aree marine protette sul 30% degli oceani entro il 2030

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