Cremona Durante la prima fase acuta dell’emergenza covid 19 avrebbero creato e commercializzato falsi crediti di imposta per 440 milioni di euro, sfruttando indebitamente le misure di sostegno disposte dal governo con il decreto rilancio a sostegno di imprese e commercianti. Una maxi frode a livello nazionale che ha fatto finire nei guai anche un cremonese. Come riferito dalle Fiamme Gialle si tratta di un imprenditore di circa 30 anni che avrebbe avuto un ruolo attivo nel sodalizio criminale e che è stato interdetto dall’attività di impresa ed a cui sono stati sequestrati due immobili. A far scattare l’indagine, un episodio in particolare, ovvero una presunta cessione di crediti d’imposta effettuata da una società coinvolta in un altro procedimento penale per reati fallimentari. I membri dell’associazione indagati sono complessivamente 56 tra imprenditori e commercialisti. Gli stessi si sono avvalsi di 22 prestanome. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato falsi crediti, beni e assetti societari. Tra gli indagati, 9 avevano presentato domanda di reddito di cittadinanza e 3 avevano precedenti di polizia per associazione a delinquere di stampo mafioso.

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