Ridare i capelli alle donne che stanno affrontando la chemioterapia per carcinoma alla mammella. Si tratta di Onco Hair, progetto pilota promosso da Associazione per il Policlinico onlus, Fondazione Cariplo e CRLAB, sostenuto da Regione Lombardia, che in un anno ha coinvolto 25 donne. A raccontarci il dispositivo sviluppato l’amministratore delegato di CRLAB, Stefano Ospitali.

“La protesi tricologica CNC, Capelli Naturali a Contatto è un dispositivo realizzato su misura con un processo interamente manuale brevettato e sviluppato in Italia. Su una base polimerica che deve fungere da secondo cuoio capelluto vengono innestati a uno a uno dei capelli vergini, mai
trattati, della stessa tipologia di quelli che aveva la paziente prima di rivolgersi a noi”.

La perdita dei capelli è probabilmente lo stigma sociale più riconoscibile del tumore: secondo recenti studi clinici è considerata dal 47% delle donne l’aspetto più traumatico dell’intero percorso di cure, tanto che l’8% di esse vorrebbe rifiutare le terapie proprio per evitare questa perdita. Uno studio realizzato da Salute Donna onlus presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano ha evidenziato un significativo miglioramento sulla scala dell’immagine corporea tra le donne che hanno utilizzato il dispositivo CRLAB. Come nel caso di Silvia Ruffoni.

“Quella che sto vivendo è la seconda esperienza di malattia e di chemioterapia. Ricordo bene che la prima volta quando avevo perso i capelli ero crollata, nonostante tutta la mia forza e avevo portato la parrucca, ma è stato un disagio per mesi. Adesso invece mi sono iscritta anche a un corso di ballo, oppure ho
passato una ventosa giornata a Como, cosa che non avrei mai fatto se avessi avuto la parrucca. E poi rispetto alla volta precedente ora ho un bambino di dieci anni e non volevo fargli vedere la mamma più malata di quello che è, perché alla fine la perdita di capelli ti fa vedere più malata di quello che sei”.

Il carcinoma mammario è il tumore più diagnosticato nelle donne e nel 30% dei casi circa è maligno. Attualmente in Italia vivono 834.200 donne a cui è stato diagnosticato.

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