Mentre il conflitto tra Russia e Ucraina prosegue ai confini del teatro di guerra, due Paesi hanno appena tenuto le elezioni presidenziali.

L’Ungheria, che ha visto la riconferma dopo 12 anni e al quarto mandato, di Viktor Orban, politico di estrema destra che ha sbaragliato il fronte composto da tutte le opposizioni compatte, mantenendo una posizione non ostile alla Russia, fuori dal conflitto; e la Serbia, dove è stato riconfermato per il secondo mandato Alexander Vucic, che con la sua vittoria ha confermato la scelta della neutralità politica del suo Paese.

In Italia invece si parla di un aumento della spesa militare per la Nato pari al 2% del Pil, arrivando in pochi anni a spendere 38 miliardi di euro all’anno. In realtà si tratta di spese che nulla hanno aa che fare con la guerra in corso, ma che andranno a scapito di ambiti come l’istruzione, la sanità o misure sociali nel nostro Paese.

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