Piante e animali hanno da sempre sviluppato e evoluto armi naturali per sopravvivere: corna e palchi, zanne e artigli, spine e veleni, pungiglioni e gusci. Più le armi sono complesse e meno feriscono perché si basano sulla valutazione della forza dell’avversario. Basti pensare ai combattimenti tra cervidi. Le armi naturali quindi svolgono un ruolo comportamentale e ecobioevolutivo molto importante per le varie specie viventi.
L’uomo si è sempre ispirato alla natura per creare nuovi strumenti, nuove metodologie di elaborazione dei dati e di efficienza energetica, nonchè nuovi mezzi di comunicazione e di trasporto. Pensiamo alle pinne dei pesci, al velcro, al kevlar, al treno giapponese più veloce del mondo, all’elicottero e così via. La recente disciplina che si occupa di applicare i principi naturali all’ingegneria umana è nota con il termine di “biomimetica”.
Parallelamente a ciò, l’uomo fin dai tempi più antichi ha cercato di manipolare e controllare l’ambiente anche a scopo bellico. E’ così che nacque la guerra ambientale basata sulla modificazione atmosferica e dei parametri meteo-climatici. In passato vi sono stati molti progetti pionieristici ma assai pericolosi e fortunatamente molti di questi progetti non sono mai stati sperimentati. Oggi, con la tecnologia in nostro possesso, ciò è diventato possibile e la scienza che studia e mette in pratica tali metodi è definita ufficialmente “geoingegneria”. In questa puntata percorreremo le principali tappe storiche, militari e scientifiche che hanno portato alla nascita di questa disciplina, ma valuteremo anche i potenziali rischi che tali tecniche possono arrecare all’ambiente, basandoci sugli studi e sulle ricerche sia di enti pubblici che di ricercatori privati.

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