Cremona La maxi rissa scoppiata nel carcere di Vigevano, punta i riflettori anche su quello di Cremona, incluso, insieme a Brescia Pavia e Como, tra i penitenziari dove si registrano i maggiori disordini a livello nazionale. Inoltre Cà del ferro si distingue e anche per un altro primato. Nella struttura al 31 marzo 2022 gli stranieri erano il 71,8% del totale, dato che fa di Cremona il primo istituto penitenziario italiano per presenza di detenuti stranieri (nel 2020 Cremona era quinta). Al sovraffollamento si aggiungono costanti disordini con risse ed aggressioni. L’ultimo episodio in ordine di tempo e di rilievo si è verificato a marzo quando un assistente capo è stato aggredito da un detenuto di nazionalità nigeriana. Alla luce di quanto sta accadendo nei penitenziari italiani, il presidente regionale dell’unione sindacati polizia penitenziaria Gian Luigi Madonia lancia un grido di allarme e parla di una situazione emergenziale che necessita di un intervento repentino ed efficace. La mancanza di disciplina e le continue aggressioni mettono a repentaglio l’incolumità del personale penitenziario e creano un clima di difficile rieducazione e inserimento sociale. I sindacati da tempo insistono con la richiesta di maggiori tutele per i poliziotti che si dicono ormai demotivati professionalmente e costantemente a rischio. Se si prende in considerazione anche il carcere di Brescia la situazione è allarmante. Solo lo scorso 19 aprile a Canton Mombello un detenuto ha appiccato il fuoco a dei materassi per protesta, generando il caos. Due poliziotti durante le operazioni di spegnimento del fuoco sono lievemente feriti. Stessa cosa la settimana precedente. E ancora, lo scorso 14 febbraio cinquanta reclusi avevano messo a soqquadro un’intera sezione della casa circondariale.


