Modifica al DDL concorrenza sull’acqua: no alla privatizzazione

Il governo Draghi è stato costretto a fare marcia indietro e a depennare dal testo definitivo del decreto i passaggi inseriti per favorire la privatizzazione dei servizi pubblici locali. E’ il risultato soddisfacente ottenuto grazie ai numerosi comitati che in questi mesi si sono battuti contro, per esempio la privatizzazione di un bene primario come l’acqua. Nonostante il risultato inequivocabile del referendum del 2011, in Italia, come spiegano dal comitato acqua pubblica cremonese, le multiutility sono state sempre lasciate libere di fare e disfare, di acquisire, comprare, fondere, senza alcun limite, consce di agire in una condizione di sostanziale impunità.