(Cr) Consumo di suolo e allagamenti in città

Cremona Non è solo il rapporto Ispra pubblicato nel 2022 a collocare Cremona tra le peggiori province in termini di consumo di suolo . Ora è la stessa giunta comunale a certificare i grossi problemi di allagamento in molte aree della città causate dalle eccessive coperture artificiali dei terreni. I quasi 19mila ettari di suolo impermeabilizzato, rappresentano ormai per Cremona un problema pari a quello dell’inquinamento atmosferico, in quanto ogni metro quadro di terreno vergine cementificato porta con se la perdita di importanti servizi ecosistemici in grado di garantire equilibrio idrogeologico e di assorbimento  delle acque. Durante la seduta del consiglio cittadino del 27 aprile la maggioranza ha ottenuto l’approvazione del nuovo  dello Studio comunale di Gestione del Rischio Idraulico, un documento di oltre 30 pagine in cui vengono elencate le opere da implementare per ripristinare l’invarianza idraulica di molte aree della città. Oltre agli interventi programmati sono state individuate importanti porzioni del territorio comunale non adatte o poco adatte all’infiltrazione delle acque pluviali nel suolo e negli strati superficiali del sottosuolo, come quella circostante l’ospedale cittadino. Agli interventi richiesti ai privati, si aggiungono molti progetti di ripristino milionari a carico delle casse pubbliche, alcuni dei quali coperti da Padania Acque e consorzio Dunas, e altri per i quali si stanno cercando fonti di finanziamento regionale, come nel caso del nuovo scolmatore est sul Naviglio Robecco, dal costo di 12,6 milioni.  Tra i principali interventi emergono il potenziamento dello scolmatore Quistra, per cercare di ridurre il rischio allagamento del centro città e dei comuni di Olmeneta, Pozzaglio e Corte dé Frati, e la cassa di espansione sulla roggia cavo, dal costo di 3 milioni, necessaria per evitare allagamenti frequenti della via Castelverde e delle abitazioni adiacenti. Nel quartiere di San Felice, in prossimità dell’area dove
è prevista la realizzazione di una nuova logistica che consumerà e renderà impermeabili oltre 100mila metri quadri di campi agricoli, Padania Acque dovrà investire oltre 2 milioni per realizzare delle vasche di laminazione  per ovviare agli allagamenti  causati dall’inefficienza idraulica delle reti di raccolta delle acque nere e bianche. Il documento rilasciato dal comune mette quindi nero su bianco le gravi criticità causate dall’eccessivo consumo di suolo, e nonostante ciò nel 2021 il consumo di terreno vergine registrato in provincia è stato paragonabile a quanto avvenuto milanese. I costi esorbitanti sia dal punto di vista ambientale che per il ripristino dell’invarianza idraulica , non quindi sembrano aver messo freno alla fame di cemento, anche a causa di una amministrazione che fino ad oggi ha favorito sempre maggiori insediamenti.
Marco degli Angeli