Terre di Lombardia: Scorci del passato

La puntata è dedicata alle vecchie corti di Gorgonzola (MI), l’antica Argentiolum al tempo dei Romani. Il nome deriva da “Mutatio Argentia” ed era posta su una grande via di comunicazione che portava a Mediolanum e Aquileia. Vedremo la Corte del Gerlo, il cui nome deriva dalla forma a trapezio che ricorda le gerle che servivano a trasportare paglia, fieno e legna. Poi la Corte Bruciata chiamata così perché in passato ci fu un grande incendio. Siamo lungo il corso del Naviglio Martesana e vedremo un angolo fiabesco il Ponte Coperto di Cà Busca, che sembra una casa in legno sospesa a mezz’aria. Andremo di seguito un una bellissima corte chiamata Corte dei Chiosi o Chiostri perché al suo interno c’era un convento con monastero delle Umiliate del 1200, monastero costruito con i sassi del fiume Adda. Oggi è abitazione privata. All’interno della grande corte ci sono alberi di gelso, pianta sacra per i Greci che venne importata dalla Cina verso il XII secolo.

Le foglie venivano utilizzate in bachicoltura come alimento base per l’allevamento dei bachi da seta. Ancora oggi esistono delle filande in Lombardia trasformate in abitazioni o sale conferenze e mostre. L’allevamento è stato un attività importante nel secolo scorso che serviva alle famiglie contadine per guadagnare qualcosa, che durò fino agli anni 50” del secolo scorso. Il gelso produce more o nere oppure bianche e ha molti benefici per la salute. E infine andremo a vedere il Mulino Vecchio oggi in via di ristrutturazione, dal passato glorioso, alimentato dalla roggia Bescapera e utilizzato un tempo per macinare cereali e torchiare semi oleosi.