Cremona Un detenuto straniero si è dato fuoco all’interno del carcere di Ca’ del Ferro, a Cremona. Il fatto è avvenuto il 30 luglio, ma è stato reso noto soltanto ora dal SAPPE. Decisivo l’intervento della Polizia Penitenziaria: gli agenti hanno prestato i primi soccorsi, messo in sicurezza l’area e consentito l’intervento dei sanitari. L’uomo è stato poi trasferito d’urgenza al Niguarda di Milano, dove resta ricoverato in condizioni gravissime. La Procura ha aperto un fascicolo per ricostruire dinamica e motivazioni del gesto. Ma quanto accaduto a Cremona è anche l’ennesimo segnale di un sistema penitenziario sotto fortissima pressione. A giugno, proprio a Ca’ del Ferro, si erano verificati violenti disordini che avevano richiesto l’intervento degli agenti. E il problema riguarda l’intera Lombardia: secondo Antigone, il tasso di affollamento regionale sfiora il 158 per cento e tre istituti lombardi figurano tra i sei più sovraffollati d’Italia. A una presenza di detenuti ben oltre la capienza si aggiungono carenze di organico e temperature estive difficili da sopportare all’interno delle strutture. Il SAPPE chiede interventi immediati: più personale, maggiore sicurezza e risorse adeguate. Per il sindacato, affidarsi ogni volta alla professionalità degli agenti per contenere situazioni estreme non può più essere la risposta a una crisi diventata strutturale.



