Laboratorio Salute: lichen sclero-atrofico, trance dance e Medicina Forestale

Durante l’appuntamento con Laboratorio Salute la ginecologa Manuela Lomini ci parlerà di Lichen Scleroatrofico, una patologia infiammatoria cutanea ad andamento cronico-recidivante.

È una malattia che lascia aperti ancora tanti quesiti perché fortemente sotto diagnosticata. Le analisi epidemiologiche mostrano come fino al 3% della popolazione adulta femminile risulti affetta dalla patologia , mentre solo lo 0,07% della popolazione adulta maschile.
Sono state proposte numerose teorie ma lo studio delle cause del LSA resta ad oggi poco conosciuto. Sembra esserci una suscettibilità genetica alla base della malattia; dimostrata da numerosi studi che evidenziano una storia famigliare positiva nelle pazienti con LSA (12%).

L’ipotesi patogenetica più accreditata ad oggi considera il lichen scleroso quale patologia autoimmunitaria.

Esiste una forte e positiva correlazione fra LSA scleroso e malattie autoimmuni nella donna.
Nei pazienti affetti da LSA sono stati riscontrati numerosi autoanticorpi, soprattutto nelle donne.

Molte sono le patologie autoimmuni che sono correlate al LSA (tiroidite di Hashimoto, vitiligo, alopecia areata, Psoriasi, diabete mellito di tipo I, artrite reumatoide…)
L’influenza ormonale sembra essere coinvolta nell’andamento della malattia.
Il LSA ha due picchi nelle fasi della vita della donna caratterizzati da bassi livelli di estrogeni (la fase pre puberale e la menopausa).

Il LSA migliora quando la donna è in gravidanza (fase caratterizzata da elevati livelli di estrogeni). In menopausa il LSA peggiora ma la terapia sostitutiva non da beneficio alla malattia.
Possano giocare un ruolo importante sia nell’insorgenza che nel mantenimento del LSA i fattori traumatici. Per esempio la frizione dovuta a vestiti aderenti, traumi chirurgici, la radioterapia, le cicatrici.

Tutta la pelle può essere interessata da questa malattia nella maggioranza dei casi, è la cute e le mucose dei genitali ad essere colpita.
15 – 20 % regione extra genitale
85 – 98 % regione anogenitale

Non tuti i quadri sono sovrapponibili. Possiamo suddividere la malattia in fasi diverse:

  • Fase iniziale
  • Fase intermedia
  • Fase avanzata

Nella fase iniziale le lesioni non sono facilmente evidenziabili e quindi sotto diagnosticate, sono piccole papule color avorio e placche atrofiche o ipercheratosiche.
La fase avanzata è caratterizzata dagli esiti cicatriziali che modificano l’anatomia e l’aspetto dei genitali.

Il clitoride risulta incappucciato, le piccole labbra si riducono, l’introito vaginale si restringe.
Spesso la malattia interessa anche la regione perianale con conseguente sintomatologia.
Può essere coinvolta anche la regione periuretrale tanto da determinare una anomala minzione.
Il microambiente vulvare caratterizzato da elevata umidità, temperatura rende complessa la diagnosi. Il LSA può assomigliare ad altre patologie dermatologiche che colpiscono la regione vulvare.

Esistono numerose varianti (la variante discromica simile alla vitiligine, eritematica simile ad una irritazione, la bollosa, la xantelasmica, l’ecchimotica simile ad una contusione)
La diagnosi può essere eseguita mediante una corretta ispezione della regione vulvare che può essere effettuata ad occhio nudo con una buona fonte luminosa o utilizzando un microscopio (colposcopio) che ingrandendo definisce meglio anche le lesioni in forma iniziale. L’operatore che effettua l’esame colpo-vulvoscopico può utilizzare solo in casi sospetti l’acido acetico.

La biopsia non è necessaria per fare diagnosi ma verrà effettuata solo per lesione sospette, per quadri che non rispondono alle terapia, in presenza di aree erosive o ulcerative.
I sintomi differiscono in relazione alle fasi della malattia e spesso mal interpretati con conseguenti diagnosi errate, le più comuni sono la cistite e la vaginite da candida.

Le lesioni extra genitale sono spesso silenti danno un prurito sporadico. Le lesioni genitali invece sono associate a bruciore, dolore, dispareunia.

Il prurito si manifesta durante tutta la giornata ma peggiora nelle ore notturne.

Il progredire della malattia comporta importanti fastidi della regione genitale, impossibilità ad avere una serena relazione sessuale, perdita di autostima, principalmente legata ai cambiamenti anatomici dei genitali.

Nelle pazienti affette da LSA la trasformazione neoplastica potrebbe essere dovuta ad una infiammazione cronica che innesca il processo degenerativo.
Si ipotizza che il LSA determini un danno al patrimonio genetico della cellula epiteliale attraverso l’infiammazione che caratterizza la malattia. Si stima una possibile degenerazione in malattia neoplastica pari al 4-6%.

I pazienti affetti da LSA sono costretti ad effettuare la terapia steroidea per diversi anni, andando incontro ad effetti collaterali come l’assottigliamento della cute.
Fortemente consigliata è la terapia topica idratante ed emolliente, che aiuta nel controllo della sintomatologia e nel mantenimento dei risultati ottenuti con le terapie steroidee.

Altrettanto importante è il massaggio topico durante l’applicazione dei farmaci che ha effetto biostimolante.

I farmaci proposti vanno utilizzati costantemente ricordando la cronicità della malattia, il cortisonico prescritto può essere modulato a seconda della fase e della sintomatologia relativa.

Oggi possiamo curare il LSA mediante la LASER terapia con CO2 frazionato. La differenza consiste nella tecnologia che suddivide il raggio laser in tanti fasci più piccoli; che rimuovono in maniera meno aggressiva la dermatosi e penetrano nel derma stimolando neo-vascolarizzazione e sintesi di nuovo collagene.

Da 10 anni la dottoressa si occupa di Medicina Rigenerativa dedicata all’apparato ginecologico femminile con diverse forma terapeutiche:

  • Farmaci
  • Laser CO2
  • Terapia chirurgica
  • Biorivitilizazzione
  • Carbossiterapia
  • Biostimolazione

Nella seconda parte di trasmissione avremo Amaya Giovanni Bosio assieme a Nirava che ci presenteranno la Trance Dance, un’antica danza di guarigione che riconnette il danzatore con Madre terra grazie a pratiche di respirazione conscia, alla musica e alle percussioni e al movimento corporeo. Ma non è una tecnica di movimento e non serve “saper ballare”: è una pratica libera, in cui si deve solo essere presenti a se stessi e rendersi disponibili all’irrompere dell’energia universale e alla sua forza guaritrice.

Opportunamente guidati, nella Trance Dance si fluisce col ritmo e si lascia che il corpo si muova da sé. È un’esperienza meravigliosa, che spesso dona profonde intuizioni e visioni a chi la pratica.

È una tecnica di trasformazione e di guarigione praticata da sempre dagli indigeni e dagli antichi sciamani.

In tempi antichi era una benedizione per la comunità che la praticava, perché riportava gli individui all’integrità spirituale. Anche oggi, in molte parti del mondo, in forme diverse, viene praticata per riconnettersi con il proprio potere personale e per ricevere i doni dello spirito.

La Trance Dance è praticata ad occhi bendati per stare in unione intima con se stessi. Si danza seguendo liberamente il ritmo, la musica: brani scelti appositamente fra i migliori, i più forti ed evocativi della musica tribale ed etnica del mondo. Spesso ci può essere anche un accompagnamento musicale dal vivo con percussioni, tamburi e strumenti etnici e quando possibile solo musica dal vivo.

Mentre pratichiamo la Trance Dance la nostra mente ritrova la propria magia naturale, i pensieri, le emozioni negative e la fatica vengono trasformate  dal respiro e dal movimento spontaneo. Si è liberi di esprimersi completamente con la voce e il movimento e di lasciare che arrivino e si manifestino così esperienze di gioia, dolore, dispiacere, rabbia e passione. Tutto questo permette a tutte le emozioni di “ripulirsi”, di trasformarsi e di lasciare spazio a un’unica emozione, quella dell’amore.

La Trance Dance porta a una coscienza più ampia di noi stessi e aiuta a ritrovare l’integrità  personale e spirituale, che sono le condizioni anche per guarigioni spontanee da disturbi e per la risoluzione di problemi che ci assillano. Il corpo si libera dalle tossine, dallo stress e dalle emozioni non espresse e accumulate e divenute via via blocchi psicofisici, la mente acquisisce nuova elasticità e disponibilità.

La forza interiore si risveglia e con essa la vitalità che sembrava perduta ma aveva bisogno solo dello stimolo per tornare a liberarsi.

 

Per contatti

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