Già 60 mila firme per diritto alla salute in Lombardia

Lombardia Sono già oltre 60.000 le firme della petizione per la difesa del diritto alla salute e alla sanità pubblica in Lombardia. Un risultato soddisfacente che arriva a soli due mesi dal lancio della petizione che si basa su cinque punti cardine: un centro unico di Prenotazione, che dovrà disporre delle agende di tutte le strutture contrattualizzate, pubbliche e private; l’abbattimento delle liste d’attesa, attraverso un periodico controllo da parte della Regione e delle Ats; lo stop all’utilizzo dei medici a gettone e, quindi, la stabilizzazione e l’assunzione del personale sanitario; miglioramenti e copertura dei costi sanitari da parte del servizio sanitario regionale delle Residenze Sanitarie Assistenziali e Anziani e potenziamento dei servizi territoriali, riferimenti indispensabili per la salute delle persone. A lanciare la petizione Lombardia Sicura, il comitato composto da Medicina Democratica, Osservatorio Salute, Arci Lombardia, Cgil, Spi e Fp Lombardia e Acli Lombardia, nato e promosso dagli stessi soggetti promotori del Referendum per la Sanità Pubblica, per proseguire la battaglia referendaria abrogativa di alcuni commi della legge sanitaria regionale. A rafforzare questa battaglia anche le mozioni votate nei Comuni. Ad oggi, si tratta dei Comuni di Canegrate, Pregnana Milanese, San Felice Benaco e Mantova. Nelle mozioni, oltre a riportare i cinque punti di richiesta formulati del Comitato La Lombardia Si Cura, i Comuni chiedono alla Giunta Regionale e ai Sindaci di “appoggiare ogni iniziativa di miglioramento del servizio sanitario regionale affinché garantisca il diritto alla salute tramite un accesso universalistico e non discriminatorio, con risorse idonee e fondate sulla progressività in attuazione dell’art. 32 della Costituzione della Repubblica”. Si potrà firmare la petizione fino al 10 giugno.