La puntata è dedicata al Naviglio Grande che ha origine dal fiume Ticino a Tornavento vicino Lonate Pozzolo (Varese). L’incile ovvero il punto dove parte la corrente del fiume e crea il naviglio è all’altezza della “Casa della Regia Camera” l’istituzione preposta alla vigilanza e alla manutenzione del corso d’acqua, ancora ai nostri giorni esistente e visitabile. Venne realizzato dall’ingegnere genovese Guglielmo da Guintellino nel 1177, ma si fa menzione di un fossato “Fossatum Comunis Mediolani” in un documento del 1152 a scopo difensivo contro le incursione nemiche. La navigazione iniziò tempo dopo e il trasporto dei passeggeri nel 1600 mutò in servizio pubblico nel 1700 e raggiunse il suo apogeo nel 1800 con orari, tariffe, stazioni. Tra questi natanti il popolare “Barchett” un barcone dalla forma panciuta con al centro una casetta. Altre imbarcazione era chiamate Cagnone ossia chiatte per il trasporto della sabbia, le Ossolane che trasportavano fino a 30 tonnellate Battelle che portavano fino a 20 tonellate di merce. Il termine Naviglio deriva dal latino “Navigium” che significa nave, e si svilupparono soprattutto tra il xIII e xv secolo. Bonvisin della Riva era un frate laico nato proprio sui navigli, fu maestro di grammatica e letterato e scrisse l’opera “De magnalibus urbis mediolani” un elogio alla città raccontando la vita durante l’epoca medioevale nel XIII secolo. Poi vi parlerò di Alda Merini la grande poetessa che proprio sul naviglio abitava, una targa dove visse la commemora sulla facciata della casa dove visse ed esiste un museo nelle vicinanze con la ricostruzione originale del suo appartamento e un tratto del muro degli angeli, una parete dove scriveva numeri di telefono e frasi e l’amato pianoforte. Ancora adesso nel naviglio ci sono molti pesci tra cui cavedani, persici, barbi, scardole e proprio la pesca nel XV secolo era importante per il sostentamento e la vendita con norme che regolavano la pesca severe, per non impoverire la fauna ittica. Poi infime andremo in Via Argelati una traversa della Ripa con la Roggia Boniforti scavalcata da 5 romantici ponti e dove un tempo le lavandaie andavano a lavare i panni e i ragazzi facevano il bagno. La roggia ancora ai nostri giorni è animata da anatre, germani e gallinelle d’acqua.


