TERRE DI LOMBARDIA: IL PORTO DI FORMIGARA

La puntata è dedicata al porto di Formigara (CR) con le sue barche di munite anche di bilancino, una rete per la pesca molto usato nel passato. Poi vi racconterò un tipo particolare di pesca che durò fino ai primi del 1900 che parla di piccoli ma ingegnosi sistemi per catturare i pesci. La parola fiume deriva dal latino “Fluere” ossia “scorrere“ e definisce un corso d’acqua perenne che scorre entro un alveo tra argine naturali.
Nella località di Formigara esiste un cascinale detto “Il Castello” per le sue dimensioni, forma e aspetto. Già possedimento dei Trivulzio ha una corte interna chiusa da pilastri e soffitti a vela. Formigara era situata al limite meridionale dell’Isola Fulcheria sul lago Gerundio dove poi sarebbe sorta la città di Crema. Da sempre l’Adda ha avuto un importante funzione strategica e ha rappresentato una vera e propria frontiera. In un tempo lontano Formigara era un villaggio di poche capanne di pescatori. Certa è invece l’esistenza di un insediamento fortificato longobardo dove oggi è situata la cascina S. Eurosia.
Dal tempo dei Romani passando per i Longobardi della Regina Teodolinda e Autari e infine confine tra il Ducato di Milano e la Serenissima Venezia. Siamo tra acqua e boschi e vi parlerò di una festa al tempo dei Romani chiamata Lucaria, lucus infatti significa bosco, per i Romani un luogo misterioso, pieno di vita, ma anche di pericoli, oscuro perché c’erano belve, si poteva perdeva la strada, e dove il sole penetrava con difficoltà. E anche delle Festum Vestae una festa dell’antica Roma dedicata alla primavera. Il Festum Vestae segnava la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo e per l’occasione le sacerdotesse Vestali si ponevano coroncine di fiori sui capelli e recitavano preghiere accompagnate da canti. La festa terminava al tramonto del sole. Poi vi racconterò di una leggenda di Formigara di un brigante di nome Musolin che venne giustiziato dagli austriaci nel 1816. Ancora oggi si assiste una rievocazione storica delle sue gesta e sulla lapide il giorno della morte compare sempre un mazzo di fiori. Qui esisteva il mitico Lago Gerundio il cui toponimo deriva dalla “Gèra” ossia ghiaia oppure “gèrola” ovvero sasso. Era situato a cavallo dei letti dei fiumi Serio e Adda e comprendeva le provincie di Bergamo, Lodi, Cremona, Milano, Mantova.

Appuntamento domenica 2 giugno alle ore 20:05 su Telecolor canale 17 in Lombardia, Piemonte (Orientale), Valle d’Aosta e Liguria; canale 82 in Emilia-Romagna.

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