Addio al fondatore del “Metodo Ruffini”

Ha lasciato una grande eredità umana e scientifica il dottor Gilberto Ruffini, ideatore del metodo Ruffini che se ne è andato all’età di 77 anni per un arresto cardiaco dopo un ricovero per setticemia. Una vita dedicata alla ricerca con la fondazione del metodo di cura che da lui prende il nome e che si basa sull’efficacia in molte malattie dell’ipoclorito di sodio. Di origini contadine umbro toscane e cresciuto in orfanotrofio il dottor Ruffini ha iniziato la sua carriera come garzone in uno studio dentistico di Varese, diventando poi odontotecnico, studiando e lavorando al tempo stesso, quindi medico chirurgo a Milano ereditando lo studio del vecchio maestro. A pavia poi si è specializzato con il massimo dei voti Ematologia clinica e di laboratorio, sotto la guida di quello che è considerato il padre storico dell’ematologia, Edoardo Storti. Nei suoi 42 anni di carriera, ha prestato servizio anche in ospedale e insegnato all’università.Nonostante l’età e i disturbi causati dalla malattia che lo affliggeva da anni, il medico non si è mai sottratto al confronto col pubblico, convinto com’è sempre stato della validità del Metodo e delle potenzialità applicative dell’ipoclorito di sodio, capace di distruggere virus, funghi e batteri, uccidere parassiti e combattere così, con costi davvero insignificanti, oltre un centinaio di malattie e disturbi di pelle e mucose. “Il Metodo Ruffini – come ha scritto Paolo Ruffini, il figlio che piu volte è stato ospite a Telecolor nello studio di medicina amica condotta da Antonella Baronio– è stato il compimento di molti anni di studio, di dedizione alla sua missione medica, al suo impegno di aiuto”. La direzione di Telecolor, Pierluigi e Antonella e tutta la famiglia Baronio, insieme all’intero staff della televisione, si uniscono al dolore del figlio Paolo e di tutti i suoi cari per la perdita di un medico e uomo straordinario che ha fatto della sua vita professionale una vera e propria missione al servizio del prossimo.