Caorso: altri 7 anni per l’addio alla centrale

Altri 350 milioni di euro di soldi pubblici e 7 anni di attesa per liberare Caorso dall’ex centrale nucleare in smantellamento dal 1999. Diventata il simbolo della corsa italiana all’energia atomica, è rimasta in funzione per pochi anni dopo essere costata 468 miliardi delle vecchie lire, nel 1981.  Poi, nel 1986, l’incidente di Chernobyl, indusse a spegnerla per ricaricare il combustibile. L’anno successivo, gli italiani votarono contro l’energia nucleare e fu la fine. O quello che si pensava. Perché i lavori per smontare il reattore e recuperare ogni tipo di rifiuto, da parte di Sogin, azienda pubblica, sono ancora in corso. Nella bassa piacentina si trovano ancora oltre novecento metri cubi di rifiuti radioattivi, tra cui l’edificio del reattore, contaminatissimo, resine esauste e fanghi destinati a essere trattati e tombati ma ad oggi non esiste un deposito nazionale delle scorie.  Nel frattempo, altri lavori attendono i 91 dipendenti di Caorso e quelli delle aziende esterne.