TERRE DI LOMBARDIA: LA MARTESANA A CERNUSCO SUL NAVIGLIO

La puntata è dedicata a Cernusco sul Naviglio il cui territorio in epoca romana era attraversato da un importante strada romana, la Via Gallica. Fino alla metà del XIX secolo il paese si chiamò Cernusco Asinario. Secondo alcuni il toponimo deriva dal nome del funzionario romano Caio Asinio. Il territorio fu sotto il controlllo prima della famiglia Torriani, poi dei Visconti e infine degli Sforza. Vi racconterò di una leggenda di una località vicina Bussero, dove un anziano mercante romano sposò una principessa germanica di nome Lupilia che morì giovanissima, poiché il rapporto fu infelice, non prima però di promettere di ritornare un giorno per lavare l’onta subita. I Celti credevano nella reincarnazione ed erano in grado di sfruttare appieno le potenzialità inespresse della mente umana. Nel primi decenni del 1700 un marchese di nome Corio sposò un incantevole ragazza molto giovane di nome Bradamante, in seconde nozze, forse per assicurarsi una successione. Anche questo matrimonio fu però infelice, ma alla fine la ragazza divenne erede del suo patrimonio. La leggenda racconta che la principessa germanica Lupilia si sarebbe reincarnata in Bradamante per far scontare al marchese le umiliazioni subite. Poi vi parlerò del misterioso Tempio della Notte a Cernusco racchiuso in un labirinto di grotte artificiali, un luogo particolare, ricco di fascino ed inquietante. A Cernusco scorre la Martesana che risale alla metà del 1400 creata per ordine di Filippo Maria Visconti che nasce a Concesa di Trezzo sull’Adda. Lungo le sue sponde a Cernusco S/N troviamo grandi alberi di faggio, il cui nome deriva dal latino “fagus” che significa mangiare, alludendo al suo frutto che è commestibile. Oppure della vite americana le cui foglie verdi diventano di uno splendido rosso scarlatto.
I nativi americani utilizzavano questa pianta come rimedio contro gonfiori, tumefazioni e altro. Poi vi farò vedere il Santuario di S, Maria Addolorata del IX secolo. E vi racconterò della Chiesa S. Rocco, ma soprattutto di S. Rocco compatrono di Cernusco, santo molto amato protettore delle epidemie, le catastrofi, i terremoti, le malattie e i cani.