CREMONA AVVIA ZIONE LEGALE CONTRO TAMOIL

Il Comune di Cremona ha deciso di affiancare il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’azione legale contro Tamoil Raffinazione S.p.A., ritenuta responsabile di inquinamento ambientale. La Giunta comunale ha approvato oggi l’avvio dell’azione giudiziaria presso il Tribunale Civile di Brescia. Il Ministero ha citato in giudizio Tamoil, chiedendo un risarcimento di 5 milioni di euro per le misure di riparazione compensativa e ulteriori 4,08 milioni per il danno non patrimoniale all’immagine e alla funzione amministrativa. Il Comune, rappresentando la collettività locale, ritiene di avere un interesse giuridicamente rilevante nel sostenere questa causa, mirata alla salvaguardia del territorio e degli interessi dei cittadini. La vicenda ha avuto inizio nel 2001 con l’autodenuncia di Tamoil riguardo all’inquinamento. Nel 2007 è stata accertata la contaminazione da idrocarburi dei terreni circostanti. Nonostante la cessazione delle attività di raffinazione nel 2011, l’inquinamento delle falde acquifere nella zona prosegue. La barriera idraulica installata per contenere la contaminazione si è rivelata inefficace, e le misure per risolvere il problema ambientale restano in stallo. Il deposito di Cremona è tutt’ora uno dei più grandi d’Italia, con una capacità di stoccaggio di 380.000 metri cubi di prodotti petroliferi, pari a circa 2,2 milioni di barili. Il Comune di Cremona mira così a ottenere il risarcimento per il danno ambientale subito e a garantire la tutela del territorio e della salute dei cittadini. Nonostante la condanna penale di Tamoil per disastro ambientale, l’inquinamento ambientale persiste da oltre 25 anni, e le misure di bonifica si sono dimostrate insufficienti.