CASO TAMOIL (CR): BISSOLATI CONTAMINATA DA IDROCARBURI

Cremona. Questa mattina, presso il Tribunale di Cremona, si è tenuta un’udienza chiave sul caso dell’inquinamento causato dalla Tamoil. A esprimere soddisfazione per l’esito è Sergio Ravelli, storico protagonista della battaglia legale, che ha lodato il lavoro degli avvocati Gianpietro Gennari e Claudio Tampelli. Il materiale da loro presentato al giudice, ha detto Ravelli, dimostra che l’area dei giardini della Bissolati è ancora oggi contaminata da idrocarburi provenienti dalla ex raffineria, trasportati dalla falda in forma disciolta e libera, il cosiddetto surnatante. Non si tratta, ha aggiunto, di inquinamento “storico”: la presenza di sostanze come il composto MTBE, metil t-butil etere e kerosene, utilizzate dopo il 2018, dimostra la recente attività contaminante. Inoltre, senza una nuova analisi del rischio, non si può garantire l’assenza di pericoli per la salute. Ravelli si dice fiducioso che il giudice accolga l’opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura. Un milione di euro aveva ottenuto il cittadino Gino Ruggeri: il tesoretto nelle mani del Comune ammonta dunque a 2,4 milioni di euro per i danni ambientali e non si è ancora spenta la polemica sull’utilizzo di questi fondi, che dovrebbero restare in campo ambientale e non semplicemente di riqualificazione urbana, in base alla loro provenienza. Tamoil ha cessato la raffinazione nel 2011, trasformando l’impianto di Cremona nel più grande deposito carburanti d’Italia con enormi quantità di milioni di metri cubi ancora immagazzinate in silos ormai degradati. Questa mattina nuovo i contro in tribunale dove è stato “dimostrato” che l’inquinamento continua.