Cremona. L’eredità inquinante della Tamoil torna al centro del dibattito a Cremona. Il Gip del tribunale ha archiviato le richieste dei legali della Canottieri Bissolati che denunciavano il malfunzionamento della barriera idraulica creata proprio per arginare lo sversamento di idrocarburi nel terreno. Secondo il Gip non è possibile dimostrare che la presenza di sostanze inquinanti nel sottosuolo sia avvenuta dopo il 2011, l’anno dello stop alla raffinazione. Un esito che non convince i legali della Bissolati e che lascia senza parole i soci della canottieri cremonese. Se la datazione dell’inquinamento non è dimostrabile, rimane però una certezza: l’inquinamento c’è. Una decisione che lascia con l’amaro in bocca. A farne le spese non sono solo i soci della Bissolati, quello della Tamoil è un danno che indirettamente colpisce tutta la città. Per alcuni soci rimane ancora la speranza che la questione possa essere riaperta per fare ulteriore luce sui dettagli. 18 anni dall’autodenuncia della Tamoil. 14 anni di ripristino ambientale. L’unica certezza è che la Bissolati rimane inquinata, sotto il terreno idrocarburi e cherosene.


