MACACHI: IN ITALIA CONTINUA LA SPERIMENTAZIONE

Si riaccende il dibattito sulla sperimentazione animale in Italia dopo la chiusura delle indagini sul caso dei macachi dell’Università di Ferrara. Secondo la Procura, alcuni animali sarebbero stati detenuti in condizioni di forte stress e in spazi inadeguati, senza che fosse in corso un reale programma di ricerca autorizzato. Uno di loro, un macaco chiamato Orazio, sarebbe stato sottoposto a eutanasia in modo non conforme ai protocolli ministeriali, provocando sofferenze inutili. Il caso ha riportato l’attenzione su una realtà spesso nascosta: nel nostro Paese la sperimentazione su primati non umani è ancora consentita. Dai dati ufficiali emergono oltre 400 macachi utilizzati nei laboratori universitari e di ricerca — una cifra che, pur ridotta rispetto al passato, continua a sollevare forti perplessità etiche e scientifiche. Le associazioni animaliste, tra cui LEAL, LEIDAA e OIPA, che avevano denunciato il caso, hanno annunciato che si costituiranno parte civile per ottenere giustizia e trasparenza. I macachi sopravvissuti, secondo le ultime informazioni, sarebbero oggi ospitati in una struttura in Spagna, ma non esistono ancora riscontri ufficiali sul loro stato di salute. Una vicenda che riapre la domanda di fondo: è ancora accettabile provocare sofferenza a esseri senzienti per esperimenti che la scienza moderna può ormai sostituire con metodi alternativi?