Allarme Oms: un’infezione su sei è ormai resistente agli antibiotici Cresce in tutto il mondo la preoccupazione per l’aumento delle infezioni batteriche resistenti agli antibiotici. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2023 una persona su sei ha contratto un’infezione ormai difficile o impossibile da trattare con i farmaci tradizionali. In soli cinque anni, la resistenza antimicrobica è aumentata del 40%, con un incremento medio del 5–15% ogni anno. I batteri più pericolosi sono gli ormai noti Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Acinetobacter e Staphylococcus aureus, responsabili di infezioni urinarie, respiratorie e ospedaliere sempre più difficili da curare. Anche in Italia la situazione è critica: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il nostro Paese è tra quelli europei con il più alto tasso di mortalità da infezioni antibiotico-resistenti, con oltre 11mila decessi l’anno, e la Lombardia è una delle regioni più colpite. Negli ospedali lombardi, la presenza di ceppi resistenti supera in alcuni casi il 50% dei campioni analizzati, in particolare per E. coli e Klebsiella. Una vera emergenza silenziosa, che rischia di riportarci indietro di decenni nella medicina moderna. Gli esperti chiedono un cambio di rotta: uso responsabile degli antibiotici, prevenzione attraverso la salute del microbiota e ricerca di nuove strategie terapeutiche. Perché — ricordano i medici — senza antibiotici efficaci, anche un’infezione banale può tornare a essere mortale.



