LA LOMBARDIA SOFFOCA NELLO SMOG

La Lombardia torna sotto processo da parte dell’Unione Europea per lo sforamento sistematico dei limiti di smog. Milano ha già superato 57 giorni di polveri sottili oltre la soglia consentita, quasi il doppio di quanto previsto dalla normativa. Una nuova “messa in mora” da Bruxelles certifica ciò che i cittadini respirano ogni giorno: aria tossica, con concentrazioni di PM10 e NO2 ben oltre i valori fissati per tutelare la salute, soprattutto di anziani e bambini. Ma l’emergenza non riguarda solo il capoluogo. La Pianura Padana si conferma l’area più inquinata d’Europa e Cremona resta tra i territori più colpiti: nel 2024 ha registrato 57 giornate di smog oltre i limiti, posizionandosi stabilmente ai vertici negativi della regione. Legambiente ricorda che proprio Cremona è una delle città più inquinate d’Europa, complice la combinazione di traffico, riscaldamento domestico e le emissioni provenienti dagli impianti industriali. Le misure emergenziali — dallo stop ai diesel più vecchi alla riduzione delle temperature in casa — tamponano, ma non risolvono. L’Europa chiede interventi strutturali, mentre molte città lombarde continuano a peggiorare. Ma l’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, è una vera emergenza sanitaria: le polveri sottili entrano nei polmoni, passano nel sangue e raggiungono organi e tessuti. Lo smog aumenta bronchiti, asma, infezioni e riduce la funzionalità polmonare. Bambini e anziani sono i più vulnerabili e gli studi confermano un rischio maggiore di ricoveri e aggravamenti nelle giornate di sforamento. Le particelle ultra-fini favoriscono infiammazione, trombosi e aumento della pressione, con un impatto diretto su infarti e ictus. Secondo l’OMS, oltre la metà delle morti legate all’inquinamento riguarda il cuore e i vasi sanguigni. L’inquinamento può raggiungere il cervello, alterare la barriera emato-encefalica e promuovere processi neurodegenerativi. Crescono le evidenze di associazione con Alzheimer, Parkinson, ansia, depressione e disturbi cognitivi nei bambini. L’IARC ha classificato l’inquinamento atmosferico come cancerogeno certo per l’uomo: in particolare aumenta il rischio di tumore al polmone e, secondo alcuni studi, anche di carcinoma della vescica. Un quadro che rende evidente come lo smog non sia più un semplice fastidio stagionale, ma una minaccia quotidiana e silenziosa, capace di accorciare la vita e aumentare il peso delle malattie croniche. Per Milano, Cremona e l’intera Pianura Padana il tempo delle misure tampone è finito: servono scelte coraggiose, investimenti strutturali e una reale assunzione di responsabilità politica. Solo così si potrà garantire ai cittadini ciò che dovrebbe essere un diritto elementare: respirare un’aria che non faccia ammalare.