CREMA, RISSA DAVANTI ALLO SRAFFA: 15 CONTRO 1

Un incrocio di sguardi, una provocazione, e in pochi istanti la violenza esplode. Sono le otto del mattino, nell’area vicino all’istituto Sraffa di Crema, quando la pensilina dell’autobus si è trasformata in un ring improvvisato. Un ragazzo resta solo, circondato da un gruppo numeroso. Secondo i testimoni sarebbero stati in quindici contro uno.

Le immagini, circolate rapidamente nelle chat degli studenti, mostrano un giovane accerchiato, colpito con calci e pugni. Poi un gesto che fa salire la paura: qualcuno estrae dallo zaino una bomboletta di spray al peperoncino e la spruzza in faccia alla vittima. Gli occhi che bruciano, il respiro che si spezza, il caos. E per un istante compare anche un coltello.

Scatta l’allarme al 112. I carabinieri di Montodine arrivano sul posto, trovano ragazzi sotto shock e raccolgono le prime testimonianze. Poco dopo rintracciano la vittima, rifugiatasi in un locale vicino per sfuggire al pestaggio. È lui a raccontare come tutto sia nato il giorno prima, durante una ricreazione a scuola: una discussione banale, una frase di troppo, poi le minacce via social e l’appuntamento fissato per il mattino successivo.

Un incontro che si è rivelato una trappola. Il ragazzo, riuscito a fuggire, è stato accompagnato in ospedale: codice giallo, diversi giorni di prognosi per gli effetti dello spray agli occhi.

Ora le indagini proseguono. Tra i partecipanti alla rissa ci sarebbero maggiorenni e minorenni, tra i quali anche migranti non accompagnati. I carabinieri stanno identificando tutti i responsabili: le ipotesi di reato sono rissa e lesioni. Una violenza nata dal nulla, ma che ha lasciato un segno profondo nella comunità scolastica