MAXI TRUFFA AGLI ANZIANI, COLPITO ANCHE IL CREMONESE

Padova/Cremona. Fingevano vecchi contratti mai esistiti per spaventare e convincere anziani e persone sole ad acquistare prodotti per la casa a prezzi gonfiati. Una truffa porta a porta estesa a mezza Italia, che ha colpito anche il territorio cremonese.

A smascherare la rete è stata la Guardia di Finanza di Padova, che ha scoperto un’organizzazione strutturata, con decine di venditori attivi da Bolzano a Grosseto. Secondo le indagini, le vittime sarebbero oltre mille e duecento, molte delle quali ultrasessantenni, spesso sole o in difficoltà, prese di mira anche più volte.

Il copione era sempre lo stesso: i venditori riuscivano a entrare nelle abitazioni, mostravano documenti e incartamenti, parlavano di presunti contratti stipulati anni prima con altre aziende. A quel punto scattava la pressione psicologica: per evitare azioni legali, completamente inventate, le vittime venivano “costrette” a firmare nuovi contratti e ad acquistare prodotti per la casa, con cifre comprese tra i 5 e i 7 mila euro, spesso tramite finanziamenti bancari.

Nel mirino anche cittadini del Cremonese. In alcuni casi, spiegano gli investigatori, le stesse persone venivano visitate più volte, aumentando progressivamente il numero di oggetti venduti e l’indebitamento. In vendita di tutto: ferri da stiro, pentole, materassi, poltrone reclinabili, fino a dispositivi elettromedicali come la magnetoterapia.

Eclatante il caso di una vittima che in tre anni ha speso oltre 22 mila euro, più 3 mila di interessi, con un finanziamento che si sarebbe protratto fino al 2030.

Mentre le vittime si ritrovavano sommerse dai debiti, i vertici dell’organizzazione conducevano uno stile di vita lussuoso: vacanze costose, abiti firmati e auto di lusso come Ferrari e Lamborghini. Proprio il tenore di vita sfarzoso ha fatto scattare i primi accertamenti.

Questa mattina l’operazione: un arresto in carcere per il presunto capo della rete, domiciliari per due collaboratori, obblighi per altri indagati. In corso perquisizioni e sequestri per 2 milioni e mezzo di euro. Le accuse sono estorsione, truffa e riciclaggio.