PFAS VIETATI IN FRANCIA: UNA SVOLTA STORICA, MA NON SENZA LIMITI

Da gennaio 2026, la Francia compie un passo importante nella tutela della salute pubblica: entra in vigore il divieto di vendita, produzione e importazione di numerosi prodotti contenenti PFAS, le cosiddette “sostanze eterne”, note per la loro persistenza nell’ambiente e nell’organismo umano. Parliamo di cosmetici, abbigliamento, cere da sci e altri articoli per cui esistono alternative più sicure. La legge nasce da una forte pressione dal basso, con oltre 140 mila cittadini che hanno chiesto un intervento politico deciso. Un segnale chiaro: quando l’opinione pubblica si mobilita, le istituzioni possono agire. Il provvedimento prevede anche controlli sull’acqua potabile e sanzioni per chi inquina. Ma non è una vittoria piena. Restano infatti importanti esenzioni, a partire dalle pentole antiaderenti, escluse dal bando dopo le pressioni delle lobby industriali, nonostante i dubbi scientifici sui rivestimenti in PTFE. Fuori anche alcune applicazioni industriali considerate “strategiche”. Il risultato è una legge imperfetta, ma significativa. Un primo passo che lancia un messaggio forte all’Europa e all’Italia, ancora ferme su una normativa chiara, mentre l’inquinamento da PFAS continua a crescere. Perché queste sostanze non conoscono confini e la vera sfida, ora, è una risposta comune e senza scappatoie a livello europeo.