CHIARI (BS): TRAFFICO DI RIFIUTI SVERSATO NEI CAMPI

Chiari (BS) Ancora una vicenda che ricorda quanto avvenuto negli anni scorsi con lo scandalo dell’azienda bresciana, la WTE, accusata di aver riversato 150.000 tonnellate di fanghi contaminati, spacciati per fertilizzanti, su 3.000 ettari di terreni agricoli in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Di portata più contenuta ma comunque ancora una volta sversamenti su campi agricoli di sostanze pericolose per la salute. A Chiari, nella Bassa Bresciana è stato  scoperto un traffico illecito di oltre 209 mila metri cubi di rifiuti, ed è statao sequestrato un impianto a biogas. I carabinieri del gruppo forestale di Brescia, insieme all’Arpa, hanno confiscato beni per oltre 1,2 milioni di euro. Secondo quanto emerso dalle indagini, focalizzate sul quadriennio 2021-2024, l’azienda, al fine di massimizzare i profitti derivanti dalla produzione energetica e azzerare i costi di gestione ambientale, avrebbe mantenuto strutturalmente spento o inattivo l’impianto di abbattimento dell’azoto. Questo avrebbe comportato il sistematico superamento del limite annuale di 170 kg di azoto per ettaro l’anno, soglia invalicabile fissata per le ‘Zone Vulnerabili ai Nitrati’ a tutela delle acque sotterranee. Il materiale in uscita (“digestato”) sarebbe stato poi oggetto di spandimento sui terreni agricoli di 8 comuni tra le province di Brescia e Bergamo nello specifico nei comuni di Chiari, Urago d’Oglio, Pontoglio, Rudiano, Castelcovati, Palazzolo sull’Oglio, Coccaglio e Calcio) o, in alcuni casi, illecitamente sversato direttamente nei canali irrigui. Cinque le persone iscritte a vario titolo nel registro degli indagati per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito, falso in atto pubblico e impedimento al controllo