La puntata è dedicata a Romanengo (CR) e partiano dal suo castello, simbolo della città.
L’origine del nome Romanengo (originariamente Rumelengi e poi “Romolengo poi Riminengi e Ruminengo) deriverebbe dalla funzione del luogo, come riparo per i pellegrini romei. Romei era il nome dato nel Medioevo ai pellegrini cristiani che viaggiavano verso Roma per venerare le reliquie di San Pietro e San Paolo. Il castello e il borgo di Romanengo fu un luogo strategico posto al confine del territorio cremonese con quello cremasco per il controllo delle acque. Nella Rocca di Romanengo si trova una colonia di chirotteri (pipistrelli) della specie Vespertilio Smarginato in via d’estinzione. I chirotteri il cui termine scientifico Chiroptera deriva dalle due parole greche «chéir» ossia “mano” e «pterón» ossia “ala”, in sintesi mano alata. Fin dall’antichità il pipistrello ha destato un interesse particolare dovuto soprattutto alla sua attività notturna e al fatto di essere una creatura volante non appartenente al mondo degli uccelli. Le loro particolari abitudini e comportamenti li hanno inseriti nelle credenze e leggende di innumerevoli culture dell’antichità. Il loro significato sinistro è stato spesso rappresentato da artisti medioevali che raffiguravano le figure demoniache con ali di pipistrello. Il territorio di Romanengo è ricco di fontanili, corsi d’acqua e rogge e nel Medioevo la limpidezza delle acque portò molti ordini religiosi ad edificare chiese, abbazie e santuari in prossimità delle risorgive, come luoghi suggestivi di raccoglimento e meditazione.
In età Romana c’erano i Fontinalia, una festa della religione romana dedicata alle sacre fonti il cui dio era Fontus o Fons. Durante le Fontinalia c’era una processione, si gettavano nelle fontane ghirlande di fiori e si offrivano al dio sacrifici di vino, olio, erbe, focacce, con suoni e danze. Oppure di Furrina una dea arcaica Romana legata alle acque. A Roma aveva un bosco sacro denominato Lucus Furrinae, sulle pendici del Gianicolo dove si trovava anche una fonte a lei dedicata. E in queste corsi d’acqua si può trovare il Ghiozzetto dei fontanili un piccolo pesce dall’aspetto caratteristico con una testa enorme, due occhi molto grandi e ravvicinati, inoltre la testa è ricoperta di piastre ossee, il suo colore è marrone chiaro. E’ un importante indicatore dello stato di qualità delle acque. Oppure la Rana dei Fossi o Esculenta un anfibio dal muso appuntito e dalle dita ampiamente palmate. Il dorso è di colore verde smagliante o bruno oliva, talvolta cosparso di macchie nere. I fontanili sono stati un elemento fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura e più in generale per il progresso economico del territorio lombardo. Le aree dove tali fontanili sono tuttora attivi costituiscono interessanti habitat naturalistico.


