TERRE DI LOMBARDIA: IL NAVIGLIO DELLA MELOTTA

Questa puntata è dedicata al Navigilio della Melotta, che nasce dal Naviglio Civico di Cremona. Il Naviglio della Melotta fu voluto nel 1442 da Francesco Sforza, capostipite della dinastia degli Sforza a Milano, che aveva ricevuto in dote dalla sposa Bianca Maria Visconti insieme a tutto il territorio cremonese, con lo scopo di aumentare la capacità del già esistente Naviglio Civico di Cremona per il trasporto di merci su imbarcazioni al fine di aumentare la capacità di navigazione lungo le acque che portano dalla bassa bergamasca verso Crema e Cremona.
Nel Medioevo alcuni documenti dicono che l’etimologia del toponimo Melotta potrebbe derivare dalla parola latina medievale “melota”, che rappresenterebbe il luogo ed erano ricoverati e vivevano gli animali (stalle). Tra le specie di arbusti che troviamo nel territorio e lungo le sponde del Naviglio della Melotta troviamo la Sanguinella che deve il suo nome alle foglie rosse dell’autunno e al legno duro dei suoi rami. Chiamato anche corniello, è un albero che può crescere fino ad un massimo di 5 metri con foglie di forma ovale, i fiori sono bianchi e profumati. Oppure la quercia dal portamento maestoso ed elegante. I frutti sono delle ghiande molto amate dai cinghiali e maiali. Intorno alla quercia vi è un’aurea di sacralità, perchè considerata l’albero degli alberi per i Celti e i Greci, diventando il sostegno del cielo e l’asse del mondo. Si racconta che le sue radici siano tanto profonde quanto sono alti i suoi rami, secondo la tradizione le prime toccano gli inferi, mentre i secondi sfiorano il cielo. I Romani usavano donare una corona fatta di rami di quercia a colui che in guerra aveva dimostrato valore.
O ancora il Pioppo Tremulo che deve il suo curioso nome perché in presenza anche di un venticello molto lieve, la sua chioma e ogni sua singola fogliolina, trema, vibra e ondeggia freneticamente. Tra i manufatti idraulici antichi vi parlerò dei Rodoni della Melotta del 1600, si racconta che fossero costruiti interamente in legno e alimentassero anche pile di riso e macine da grano.
Perchè alla Melotta ci fu un tempo verso la fine del 1800 che si coltivava il riso ed era di ottima qualità. La coltivazione del riso su introdotta dai Visconti, e richiede un grande apporto d’acqua.